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Apple Care, dall'UE ultimatum sulle garanzie "inaccettabili"

Nonostante la multa di 900.000 euro dell'Antitrust, le proteste delle associazioni di consumatori e di alcuni europarlamentari, Apple ancora non si è adeguata alle normative europee. La Commissione Europea interviene

Apple Care

– Credits: tsaiid @ Flickr

Quando le multe non bastano, a volte bisogna passare agli utlimatum, e anche quelli non è detto che servano a risolvere il problema. Stiamo parlando di Apple, del suo complicato rapporto con l'Antitrust e, in generale, con le regole dell'Unione Europea. Dopo aver ricevuto lettere di protesta da 11 paesi europei (tra cui l'Italia), il Commissario Europeo per la Giustizia Viviane Reding ha scritto ai 27 stati membri per informarli su quelle che considera “pratiche di mercato inaccettabili” da parte del colosso di Cupertino.

Per capire di cosa stiamo parlando, è necessario fare un salto indietro di quasi un anno. Nel dicembre 2011, l'Autorità Antitrust aveva inflitto a Apple una multa di 900.000 dollari per aver adottato “pratiche scorrette a danno dei consumatori”. In una nota pubblicata sul sito dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si parlava di “Mancata informazione e riconoscimento della garanzia legale” e di “Informazioni fuorvianti per indurre alla sottoscrizione del contratto di assistenza aggiuntiva a pagamento”. Ma quali sono queste “pratiche scorrette” di cui Apple sarebbe responsabile?

Il problema ha a che fare con Apple Care Protection Plan, un servizio di assistenza a pagamento (sostanzialmente, un'estensione della garanzia iniziale) che Apple fornisce per i propri prodotti. Mentre negli Stati Uniti, la garanzia gratuita prevista per legge si limita a un anno dal momento dell'acquisto, nei paesi dell'Unione Europea il periodo di garanzia gratuita dura due anni. La colpa di Apple, secondo l'Antitrust, le associazioni di consumatori e, ora, il Commissario Europeo Reding, è stata quella di non informare correttamente i clienti europei, con il presumibile fine di vendere loro un piano di protezione più ampio.
Apple ha esplicitamente comunicato che i propri prodotti sono dotati di una garanzia annuale” ha scritto il Commissario nella lettera ai ministri europei “ma non ha indicato chiaramente come i consumatori abbiano diritto, secondo le leggi UE, a una garanzia automatica e gratuita per un minimo di due anni.

Apple si è trincerata dietro un sostanziale no-comment, ricordando come sul sito dell'azienda siano spiegate nel dettaglio le normative europee per i consumatori. In realtà, sul sito di Apple Care Protection Plan italiano si legge Ogni Mac, iPod, iPhone e monitor comprende l'assistenza tecnica telefonica gratuita per i 90 giorni successivi all'acquisto e la garanzia limitata di un anno”. Ma in ogni caso, la lettera della Reding si concentrava nello specifico sulle pratiche adottate dai commessi negli Apple Store.

Nel sanzionare l'azienda, un anno fa, l'Autorità Antitrust aveva richiesto ad Apple di adeguarsi alle normative entro e non oltre 90 giorni. Le cose non sono andate esattamente così. A luglio, AltroConsumo ha pubblicato un filmato effettuato tramite telecamera nascosta in cui si mostrava che alcuni rivenditori continuavano a informare i clienti sul limite annuale della garanzia automatica per i prodotti Apple.

L'accorata lettera del Commissario UE per la Giustizia potrebbe sembrare un significativo passo in avanti. Ma non è così semplice. La Commissione Europea infatti non ha il potere di investigare su casi di pubblicità fuorvianti e di valutare sanzioni in difesa dei consumatori, sono cose che spettano ai singoli stati membri. Quello che però può fare, nel caso in cui ritenga che un paese non stia facendo abbastanza per interrompere questo tipo di pratiche scorrette, è sanzionare il paese stesso.

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