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Anonymous: contro la Monsanto e l'Ilva

Gli organismi geneticamente modificati e le sostanze inquinanti degli impianti di Taranto ai primi posti della lista della campagna d'autunno

© Alex Milan Tracy/Demotix/Corbis

Sembrava che ce l'avessero solo con banche, multinazionali e governi, colpevoli di guidare le popolazioni senza un'etica di base ma solo per i propri interessi. A quel punto gli hacker hanno cominciato ad attaccare siti, rubare databse e pubblicarli un po' ovunque per far vedere quanto avevano ragione. Che agiscano bene o meno è un dato di fatto che gli Anonymous si sono evoluti. Da hacker sciolti e senza briglie che mettevano paura a piccoli governi e istituzioni politiche, gli “hackivisti” hanno cominciato a stilare obiettivi ben specifici, diluiti nel tempo, con modi e toni quasi mai oltre il limite della decenza telematica.

La campagna di ottobre di Anonymous si apre con un nuovo obiettivo, quello della produzione agricola mondiale che secondo le alte sfere del gruppo è arrivata ad un punto di non ritorno. #OccupyMonsanto è un’azione internazionale contro la biogenetica applicata all’agricoltura. Tutto nasce dal presupposto che la multinazionale Monsanto, principale produttore mondiale di sementi geneticamente modificati, sia responsabile di alcuni malfunzionamenti dell’organismo, finora rilevati su ratti e topi. Portavoce della protesta e della mobilitazione internazionale è il gruppo di hackivisti Anonymous che ha portato all’attenzione del popolo del web alcuni fatti riguardanti la multinazionale, che produce circa il 90% di sementi OGM negli Stati Uniti.

Gli Anonymous affermano come Monsanto abbia creato diverse varietà di “superbatteri” e una serie di colture contenenti una tossina che ha generato diverse popolazioni di insetti resistenti ai pesticidi. La paura è che la Monsanto possa distruggere il suolo del Pianeta, sia direttamente (l’azienda produce Roundup l’erbicida più venduto al mondo) che attraverso lo sviluppo di insetti capaci di distruggere le razze che da millenni vivono il Pianeta e con esso di relazionano.

Come spiegano attraverso il blog italiano , per gli Anonymous Monsanto rappresenta una delle minacce più gravi alla sopravvivenza della Terra e degli uomini ed è per questo che paesi come il Peru e la Francia hanno già intrapreso azioni per vietare e limitare l’utilizzo di prodotti Monsanto nei loro confini. Le proteste di #OccupyMonsanto variano per dimensioni e tipologie ma tutte sono disponibili all’indirizzo http://occupy-monsanto.com/genetic-crimes-unit . Al momento si riferiscono quasi tutte agli Stati Uniti anche se gli attivisti di tutto il mondo si sono già organizzati per dare il loro consenso. In Italia sono state interessate le città di Milano, Parma, Terracina, Pontevico e Borgo Sabotino per mini proteste. Intanto il sito Monsanto.it risulta inaccessibile per intervento degli Anonymous.

“Con questa operazione vogliamo mettere sullo stesso piano Monsanto e un'organizzazione mondiale che ci è stato insegnato ad apprezzare: WWF – spiegano gli Anonimi nel comunicato diffuso in Rete - Intendiamo lottare contro quelli che sono veri e propri misfatti internazionali che vedono protagonisti enti governativi ed ONG create e sovvenzionate da multinazionali e Stati, finalizzate ad accrescere un senso civico indirizzato a coprire con la coltre della moralità le azioni umane più indegne”.

Al di là della presa di posizione degli Anonymous, c’è da dire che la Monsanto non sia estranea a denunce del genere. Tra le varie c’è quella di una piccola azienda di tabacco argentina che ha dichiarato di essere stata obbligata ad utilizzare erbicidi e pesticidi Monsanto senza avere un equipaggiamento adatto e le precauzioni del caso. I risultati sono disturbi per gli agricoltori e deformità di molti loro figli, oltre ai danni per l’ambiente e il terreno. Non è un caso poi che il team di Wikileaks abbia dichiarato da tempo come il  Dipartimento di Stato statunitense abbia agito assieme alla Monsanto per forzare l’ingresso di colture OGM all’interno di paesi in tutto il mondo.

L'attività degli Anonymous in Italia è davvero frenetica. Prima la diffusione di alcune mail che interesserebbero un membro del Clero (sicuri poi che siano vere?), poi  la #OperationGreenRights con la quale gli hacker svelano un'infrazione dei limiti di emissione di sostanze inquinanti da parte dell'Ilva di Taranto (il documento ). L'organizzazione sembra essere ben radicata lungo tutta la Penisola con membri che sono informati su tutte le attività della vita politica e civile del nostra paese, capaci di intervenire su temi di interesse ancor prima degli organi di controllo e agenzie stampa.

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