Pensi a Vasco Rossi e la prima immagine che ti viene in mente è quella di uno stadio pieno e traboccante di entusiasmo per il rocker di Zocca, il primo che ha portato in Italia folle oceaniche ai suoi concerti.

Vasco Rossi è esattamente come la sua musica: sincero, diretto, spiazzante. Ne sono cambiate di cose rispetto a 38 anni fa , dal suo primo concerto del 26 maggio 1979 in piazza Maggiore a Bologna : “Eravamo più noi sul palco che la gente sotto -ha sottolineato Vasco- Avevo convocato per quell’occasione tutti i miei amici a suonare con me”.

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Oggi gli spettatori sono aumentati in modo esponenziale, basti pensare che al concerto-evento al Parco Enzo Ferrari di Modena, ribattezzato Modena Modena Park, che si terrà il 1 luglio per festeggiare i 40 anni di attività discografica, sono attesi 220.000 spettatori, un numero che farà segnare il record mondiale di spettatori paganti per un singolo concerto. I record precedenti erano di Tina Turner, nel 1991, e degli A-Ha, nel 1998, in entrambi i casi a Rio de Janeiro, con rispettivamente 198mila e 188mila spettatori.

Impressionante pensare che gli “ultimi” 200 concerti sui 780 tenuti in carriera, quelli che  dal 1990 al 2016, si sono svolti solo negli stadi più grandi e tutti sempre sold out: caso più unico che raro in Italia e nel mondo, Rolling Stones e pochi altri a parte.

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Non è cambiato, però, il senso di appartenenza e di comunanza che si respira in ogni suo show. Quello che fa urlare ai suoi fedeli fan, ad ogni concerto, “siamo solo noi”, mentre “tutto il mondo è fuori”.

"Ognuno ha il pubblico che si merita, la parola fan è riduttiva del nostro rapporto -ha dichiarato Vasco nel 2016 durante un incontro con il pubblico all’Auditorium Parco della Musica di Roma- Con loro ho un rapporto di affinità elettive iniziato nel 1977, noi siamo quelli che vivono di illusioni perché la realtà spesso è dura. Io racconto ciò che sento direttamente, loro si ritrovano nelle mie parole perché le hanno già dentro di loro. Sono la voce di chi non ha voce".

Impossibile non lasciarsi coinvolgere dall’energia e dal carisma di questo moderno sciamano del rock, un catalizzatore di energia in grado di incendiare qualsiasi platea con un cocktail equilibrato di inni rock e di intense ballad.

In un’epoca come la nostra in cui la musica, sempre più liquida e deteriorabile, spesso non è altro che un mero sottofondo ad altre attività, le canzoni del Komandante sono entrate sottopelle ad almeno due generazioni di fan, che non lo considerano semplicemente una star lontana e irraggiungibile, ma un impareggiabile portavoce delle loro stesse vite, riflesse come in uno specchio tra le parole dei suoi brani.

Il sapiente contrasto tra ironia e malinconia, unito a un'impareggiabile capacità narrativa, semplice e profonda al tempo stesso, è uno dei cardini della poetica del Komandante.

Vasco Rossi ha pubblicato 30 album, di cui 17 in studio, 9 dal vivo e 5 raccolte ufficiali. In tutto ha composto 176 canzoni e venduto 40 milioni di album. Nei suoi 780 concerti tenuti fino a qui (escluso Modena Park) ha richiamato 20 milioni di fan.

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A 65 anni il rocker di Zocca, ha ancora una carica invidiabile e ha una totale padronanza dei suoi mezzi, con un'espressività da consumato performer che lo rende unico nel panorama musicale italiano.

Basta guardare i suoi occhi cerulei, la sua mimica e il modo in cui muove le mani per capire esattamente che cosa sta esprimendo in quel momento, uno scambio assolutamente onesto e diretto con gli spettatori, che si sentono coinvolti in prima persona dalle sue considerazioni sull’amore, sulla società, sui rapporti interpersonali e sugli inevitabili alti e bassi della vita.

Mancano tre settimane al concerto-evento di Vasco Rossi al Parco Enzo Ferrari di Modena, dove fervono i preparativi per accogliere il festoso popolo del Kom.  L’evento segna la fine del lunghissimo rapporto del rocker di Zocca con Live Nation, da anni organizzatore dei suoi concerti, in seguito alle polemiche nate dopo un servizio de “Le Iene” sul secondary ticketing.

Da qui la decisione di affidarsi a Best Union attraverso il circuito di vendita on line Viva Ticket. Tutti i biglietti sono fisici (o comprati in un punto vendita, o spediti a casa a partire dalla prima settimana di maggio) e tracciabili, in modo che non siano rimessi in circolo nei siti di bagarinaggio online, pena l'annullabilità sul luogo del concerto.

Per chi non fosse riuscito ad accaparrarsi il prezioso tagliando, nessun problema: il concerto di Modena verrà trasmesso in diretta in centoquaranta cinema sparsi in giro per l’Italia del circuito Uci Cinema(qui l’elenco) e, laddove non ci fossero cinema abbastanza grandi, saranno allestiti dei maxi schermi nei palasport.

Sono ufficialmente cominciate le prove del concerto, a porte chiuse, al Cromie di Castellaneta (Taranto). La squadra è al completo: Vasco sarà afficnato da Vince Pastano alla chitarra, Alberto Rocchetti alle tastiere ,Claudio Golinelli “il Gallo” al basso, Andrea Innesto “Cucchia” al sax e cori, Frank Nemola alla tromba tastiere e computer e Clara Moroni ai cori. Sono arrivati dagli Stati Uniti  anche Stef Burns alla chitarra e Matt Laug .

Gli organizzatori consigliano di arrivare a Modena in treno (ci saranno treni regionali straordinari notturni e nazionali), la stazione è solo a 1 kilometro dal Parco. Per chi non volesse rinunciare alla macchina, saranno disponibili 46.000 posti auto, mi parcheggi saranno abbastanza distanti dal Parco E. Ferrari che potrà essere raggiunto solo con percorsi predefiniti o a piedi: niente navette, niente autobus, niente taxi.

Per rendere più piacevole l’attesa sono previste grandi zone d’ombra, campo calcio, campi beach volley e volley, mongolfiera, mega ruota panoramica, ristoranti, parchi gioco per bambini e area relax. Una app scaricabile gratuitamente invierà notifiche push per tutte le informazioni utili (dove parcheggiare la bici, la moto e tanto altro)

Saranno imponenti le misure di sicurezza, a partire dal 29 giugno. L’area a ridosso del parco sarà divisa in due cerchi: la zona blu e la zona rossa, con restrizioni notevoli della circolazione. Sabato 1 luglio tutti dovranno spostarsi solo a piedi. Ci saranno barriere in jersey a proteggere la zona off limits, verranno installate 55 telecamere con riconoscimento facciale a partire da 1 km dalla zona del concerto, accese 24 ore al giorno. Ben 5500 addetti alla sicurezza che lavorano a turni in zona sin dai primi giorni di maggio, e 1200 saranno nei punti nevralgici del parco il primo di luglio.

“Ai duecentoventimila fan dico: andate al concerto e coordinatevi senza insofferenze con le forze di polizia – ha sottolineato il Ministro dell’Interno Minniti- dateci una mano, perché quando l’Italia viene considerata un Paese in grado di sostenere sfide importanti sul piano della sicurezza, accresce la sua credibilità internazionale. Andate al concerto e senza allarmismi”.

Il monumentale palco di Gio’ Forma avrà l’altezza di un palazzo di 8 piani e sarà largo 150 metri: scenografia tutto ferro, effetti luci di Giovanni Pinna e un gioco di 5 giganteschi schermi che consentiranno un dialogo continuo con il pubblico, agevolando la visione del concerto a tutti. 

Le 29 torri di ritardo del suono garantiranno una potenza di uscita tale da consentire l’ascolto ottimale in ogni punto del parco.

Il regista live del concerto è Pepsy Romanoff, lo stesso degli ultimi video e del film girato a Napoli, che ha messo su una squadra di un centinaio di persone per seguire la regia live, arricchita da 40 videoscenografie, una sorta di film che scorre durante il concerto.

Un gran bel film, sopra e sotto il palco.

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