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Musica

Vasco Rossi al cinema. Live Kom 2011 tra buona musica e un po' di malinconia

Il rocker regala l'anteprima cinematografica del dvd in uscita il 27 novembre. Ecco il racconto di chi era in sala

Vasco Rossi – Credits: Gettyimages

MI chiedevo che tipo di umanità avrei trovato, se gli 80.000 di San Siro in qualche modo si sarebbero tradotti in versione ridotta dentro una sala cinematografica. Ero curiosa e perplessa quando sono arrivata al cinema per vedere l'anteprima di Live Kom 2011, il doppio cd e dvd dell'ultimo tour di Vasco Rossi in uscita il prossimo 27 novembre.

Nessuna fila ai gate, nessun pomeriggio di attesa sul prato, nessuna corsa per finire sotto al palco. Mi siedo comodamente sulle poltroncine e mi guardo attorno. Qualche gruppetto di amici, alcune coppie, una famiglia composta da nonni, genitori (sulla quarantina) e figlioletto al seguito. Insomma la classica geografia umana di una serata infrasettimanale al cinema. Niente cori, niente magliette e un po' di imbarazzo per un pubblico che Vasco lo ha sempre ballato e cantato e che ora lo vede in versione dolby sorround.

Sullo schermo sta per essere proiettato quello che è stato l'ultimo concerto del Blasco. Forse l'ultimo in assoluto. Si abbassasso le luci. Ecco San Siro, ecco il palco, entra la band e arriva lui: Vasco.

La regia di Swan è come sempre eccellente e traduce in musica e immagini lo show. Tre ore di concerto diventano due ore di canzoni ininterrotte in un ritmo serrato che dà il senso di una scaletta che è andata a ripescare nel repertorio di vecchissimi successi (Alibi, Non l'hai mica capito) alternati ai brani dell'album Vivere o Niente. Pochi i grandi classici (non ha fatto Sally, Vivere, Ogni volta, Siamo solo noi), e finalmente è tornata a San Siro Vita Specicolata (che nel tour precedente era stata cancellata dalla scaletta per protestare contro il comitato antirumore) in una versione acustica suggestiva e attualizzata (invece che 'ognuno dentro i fatti suoi' viene cantato 'ognuno dentro il suo Facebook'). Canzone in versione integrale è da brividi. Si chiude con Albachiara e con Vasco che saluta lo stadio ripetendo 'voi siete liberi!.'

La voglia di ballare e cantare stona con l'atmosfera composta del cinema ma, occhi fissi allo schermo, tutti in platea ripetono le parole dei successi di Vasco. Si sente un brusio di fondo che non infastidisce e che in qualche modo cerca di rievocare quel senso di unione e gioia che un concerto del Blasco è. Quando il rocker fa il solito saluto a Massimo Riva, per intenderci, è tutta la sala che applaude all'unisono e sulle note di Rewind ho sentito la poltroncina ballare.

Le immagini proiettate oltre alla bellezza dello show rimandano, però, in maniera impetosa l'età che avanza per tutti. Dal prato dello stadio Lui è Lui e i suoi ragazzi gli stessi da sempre, in versione cinematografica le mani rugose e i volti segnati dal tempo sono la cornice di un Vasco imbolsito e con l'occhio liquido di chi non è più di primissimo pelo.

Si salta di meno sul palco è vero, ma il pubblico resta giovane e fresco, questo significa che nonostante il tempo passi 'la generazione di sconvolti' cui si riferiva il rocker nella famosa canzone adesso ha 40 anni ed è allo stadio accanto ai ventenni, alle ragazzine in reggiseno, alle coppiette innamorate e alle compagnie di giovanotti sconvolti da una serata diversa dalle altre.

E' anche tutto questo un concerto del Signor Rossi, di quel montanaro malinconico che guida da trent'anni il rock made in Italy senza rivali. Finisce lo spettacolo e tornano le luci in sala sui titoli di coda. Ci si dirige verso la macchina con un po' di nostalgia per quelle sere d'estate per l'odore di adrenalina e di svariata umanità che restava sulla pelle, per la voce bassa e per le gambe stanche e con un'irrefrenabile voglia di birretta e salamella.

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