Musica

The Voice of Italy: il Live. Le 28 pagelle della decima puntata

Commento, analisi e voti ai talenti mostrati su Raidue il 9 maggio 2013. Attenzione alla musica, ai brani cantati, all'interpretazione portata sul palco delle sfide aperte al pubblico. Le emozioni (e le stonature) tra le cover più belle di sempre

Ecco anche oggi arrivano i nostri voti alle performance di "The Voice", relativi questa volta alla puntata del 9 maggio 2013, la terza live e decima puntata in onda su Raidue. Il talent show dove a contare è la voce, continua. Avremo i giudici sulle esibizioni singole e di gruppo Canale Cultura di Panorama.it.

Silvia Capasso canta «Tutti i brividi del mondo» di Anna Oxa (1980, album omonimo). La sua eleganza ci ha lasciato senza fiato. Ha perso forse un po' di intensità nella seconda parte, è un brano che va cantato come un coltello dalla lama affilata, invece questa volta Silvia si è fatta dolcissima - Passa con il televoto.

SILVIA CAPASSO: VOTO 7/8

Giuseppe Scianna canta «La cura» di Franco Battiato (1996, da "L'imboscata"). Nella prima parte, ci ha lasciato con la pelle d'oca. Poi ha perso un po' di concentrazione e ripreso quota verso la fine. Giuseppe è un talento puro con una sensibilità fuori dal comune. Quando canta è amore per la musica e rispetto per l'opera d'arte che porta in cover - Passa con il televoto.

GIUSEPPE SCIANNA: VOTO 8+

Diana Winter canta «Eppur mi son scordato di te» di Lucio Battisti (1971). Diana si salva per un soffio, la sua esibizione è stata un po' troppo un compito da portare a casa con la sufficienza. Diciamocelo, un brano "usurato" dai falò in riva al mare e al chiaro di luna, va riportato live solo in modo molto originale. Non era questo il caso - Scelta da Noemi.

DIANA WINTER: VOTO 7

Flavio Capasso canta «Virtual Insanity» di Jamiroquai (1996, «Travelling without moving»). Che bravo! Grande performer, bell'atteggiamento, ottima gestione del palco. Aveva e tutti gli ingredienti per passare alla fase successiva. Non ce ne voglia la Winter, ma saper suonare e scrivere sono due cose importanti ma non sufficienti per il successo - Eliminato.

FLAVIO CAPASSO: VOTO 8

Esibizione di gruppo: Noemi e il Team Noemi cantano «Back to black» e «Valerie».

SILVIA CAPASSO: VOTO 7
GIUSEPPE SCIANNA: VOTO 6
DIANA WINTER: VOTO 7
FLAVIO CAPASSO: VOTO 8

Giulia Saguatti canta «Sweet Dreams» degli Eurythmics (1983, da "Sweet Dream (Are made of this)"). Giulia Saguatti è la dolcezza fatta persona. Sentirla cantare un genere new wave con la seriosa eleganza che necessita un brano come questo, ci ha un po' stranito. Forse non era la canzone adatta a lei in questo momento. Tecnicamente non si discute, le emozioni che non sono arrivate, questo sì.

GIULIA SAGUATTI: VOTO 7

Elhaida Dani canta «Nessun Dolore» di Lucio Battisti (1978). Prima grande prova in italiano per il grande talento di questo show. Naturalmente, come prevedibile, ha avuto molte difficoltà nella lingua che l'hanno resa insicura, poco a suo agio, non molto potente in un brano in cui poteva esprimere molto. E poi ha usato gli acuti per coprire le insicurezze delle strofe, il che è ancora peggio per certi versi.

ELHAIDA DANI: VOTO 6 E MEZZO

Lorenzo Campani canta «Pride - In the name of love» degli U2 (1984, da "The Unforgettable Fire"). Bravissimo! Forse poco personale, molto imitativo, un po' troppo ancora teatrale. Ma siamo sulla strada buona, ha una forza e una voce che arrivano e rimangono. Le sue esibizioni difficilmente sono invisibili, ma questa volta ha superato se stesso.

LORENZO CAMPANI: VOTO 8

Mattia Lever canta «Meraviglioso» (1968, di Domenico Modugno). Mattia è partito benissimo, era da 10 e lode. Poi nella seconda parte ha perso un po' la bussola e la concentrazione sul testo, sul racconto. Sembra che ci sia una connessione tra quanto riesce a emozionare e quanto sta fermo sul palco. Appena si muove, è un disastro. Non è ancora molto padrone del suo corpo.

MATTIA LEVER: VOTO 7

Esibizione di gruppo: Riccardo Cocciante eil team Cocciante cantano «Hey Jude» dei Beatles

GIULIA SAGUATTI: VOTO 7
ELHAIDA DANI: VOTO 8
LORENZO CAMPANI: VOTO 7/8
MATTIA LEVER: VOTO 6

Manuel Foresta canta «Love me tender - Hound Dogs» di Elvis Presley (1956). La voce non si discute, la performance anche, è stato bravo. Dovrebbe ridurre un po' l'aspetto smorfioso durante i live, anche vagamente ammiccante, ma in modo del tutto innaturale. Lo scollamento tra il vocione da "maschione" e l'aria dolce e innocente ci sta stordendo. Ripensi un po' a se stesso, ha molto da dire ma deve far corrispondere di più le parti di sé. Ha rovinato tutto.

MANUEL FORESTA: VOTO 6

Veronica De Simone canta «Cuore» di Rita Pavone (1963). La prova non era difficile, era impossibile. Una canzone assolutamente non nelle corde di Veronica, almeno all'apparenza. Una prova in italiano dove ha potuto esprimere tutta la sua emotività, che fa fatica a uscire ma quando arriva, anche solo un po', ti stende a terra.

VERONICA DE SIMONE: VOTO 9

Stefania Tasca canta «Moondance» di Michael Bublé (1977 di Van Morrison, ripresa da Michael Bublé). La ragazza dagli occhi sbarrati questa volta ha portato un brano molto simile a lei. Chiudendo gli occhi, ascoltando la voce, c'erano molti elementi di forza e un buon intrattenimento. Ma Stefania ancora deve conoscersi meglio, approfondire la sua passione e prendere il controllo di tutto ciò che sta al di fuori del suo canto. Cantare, anche a The Voice, non è solo emissione di note.

STEFANIA TASCA: VOTO 5/6

Emanuele Lucas canta «Baila Morena» di Zucchero (2001, da "Shake"). Il passaggio da cantante a showman è ormai definitivo. L'attenzione all'intonazione qui è passata totalmente in secondo piano rispetto all'efficacia dello spettacolo, che è stata ottima anche se era teso, nervoso. In pratica Emanuele è un solare performer che poi dovrà anche fare un disco. Speriamo non caschi l'asino.

EMANUELE LUCAS: VOTO 5

Esibizione corale: Raffaella Carrà e il team Carrà cantano «We are family» delle Sister Sledge.

MANUEL FORESTA: VOTO 6
VERONICA DE SIMONE: VOTO 7
STEFANIA TASCA: VOTO 7 E MEZZO
EMANUELE LUCAS: VOTO 7

Danny Losito canta «Roxanne» dei The Police (1978, da "Outlandos D'amour"). Che bella performance! Ormai ci è chiaro il concetto: lui è un esperto. È come i madrelingua contro persone che sanno l'inglese scolastico. Lui è ineccepibile, soprattutto quando si entra nel suo genere, che sembra essere molto vicino alle sonorità e arrangiamenti raggae. Complimenti.

DANNY LOSITO: VOTO 7/8

Francesco Guasti canta «Musica Ribelle» di Eugenio Finardi (1976, da "Sugo"). Attenzione Francesco, qua stiamo per toccare l'apice massimo del caricaturale nel voler fare la rock star a tutti costi con la faccia da pasticcino. La sua energia ci piace, il suo modo di cantare anche. Ma più che studiare i movimenti sul palco e mostrare i tatuaggi, almeno si ricordasse le parole meglio. Sentir borbottare due terzi di una grande canzone, ci ha delusi.

FRANCESCO GUASTI: VOTO 7

Timothy Cavicchini canta «Rag Doll» degli Aerosmith (1988, da "Permanent Vacation"). Timothy è come un ariete da sfondamento. Canta sicuro, passa come un treno e lascia tutti lì a guardare. Ha l'atteggiamento di chi vuol far divertire, ma se vuole vincere non basta alzare le braccia muscolose, chiedere il battito di mani e cantare bene. Bisogna stupire.

VOTO TIMOTHY CAVICCHINI: VOTO 7/8

Cristina Balestriere canta «In alto mare» di Loredana Berté (1980). Chi la ferma? Cristina è un caso unico di donna formosa nella più totale sicurezza del proprio corpo sulla scena. È di una bravura sconcertante. Non è originalissima, ma ha una personalità travolgente. Avrà le carte giuste per un suo brano inedito e un progetto discografico? A questa domanda ci manca ancora la risposta.

CRISTINA BALESTRIERE: VOTO 8+

Non c'è stata l'esibizione di gruppo del team Pelù.

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