Il clamoroso successo di Human di Rag ‘N’ Bone Man, cantante inglese di 32 anni che ha da poco pubblicato l’eponimo album di debutto, conferma che è ancora possibile proporre nel 2017 una musica di qualità, con solide radici nel soul, nel blues e nel gospel, in grado di incontrare il favore di milioni di ascoltatori di diverse età.

C’è grande attesa per il tour estivo del cantante inglese, forse la maggiore sorpresa musicale del 2016, che si esibirà in Italia per quattro concerti , il  16 Giugno al Teatro Romano di Verona, il 19 giugno alla Mole Vanvitelliana di Ancona, il  20 Giugno all’Ex Dogana di Roma e l’11 Luglio al Lucca Summer Festival in un suggestivo double bill con la cantante-rivelazione LP. I biglietti sono acquistabili a questo link.

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Rory Graham, che non passa certo inosservato per la mole imponente (è alto 1,96m), la lunga barba rossa e per il corpo ricoperto di tatuaggi,  è nato a Uckfield, una piccola cittadina di 10.000 abitanti nel Sud Est dell’Inghilterra, a pochi chilometri da Brighton, dove è entrato fin da piccolo in contatto con la musica nera grazie agli ascolti dei genitori, grandi appassionati di blues, soul e r&b.

La sua carriera inizia imitando i grandi del blues come Muddy Waters e B.B.King,  poi è la volta dei primi esperimenti jungle e drum’n’bass, per poi approdare alla musica hip hop, a cui si dedica insieme ad alcuni amici con i quali fonda una piccola radio privata.

Per inseguire il suo sogno si trasferisce prima a Brighton, poi a Londra, dove con Dj Direct e Gizmo dà vita al collettivo The Run Committee, con il quale arrivano le prime soddisfazioni, tra cui le aperture dei concerti di artisti del calibro di Krs One e Pharoahe Monch.

Seguono anni in cui Rory si divide tra lavoretti e serate open mic nei pub, in cui il suo talento appare cristallino, ma ancora non del tutto a fuoco, soprattutto nella direzione musicale da intraprendere.

Dopo tanti esperimenti musicali, che attraversano tutte le sfumature dei generi underground della fervente scena inglese, il cantante decide di tornare alle radici della musica nera che ascoltava da piccolo, il soul e il funk, tanto da farli tatuare sulle mani, ispirato dai tatuaggi dei biker che vedeva ogni giorno sfrecciare davanti casa con le loro fiammanti Harley Davidson.

E' stata quasi un'epifania la serata del suo 21esimo compleanno, quando il cantante si è esibito in un bar di Uckfield dopo aver alzato un po’ troppo il gomito, tirando fuori per la prima una voce soul piena ed estesa che, forse, neanche lui sapeva di avere.

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Accantonato parzialmente  il rap,  trovato il nome d’arte in Rag ‘N’ Bone Man (in italiano "straccivendolo"),  ispirato ai due protagonisti della sit-com inglese degli anni Sessanta Steptoe e Son, Rory prende sul serio la sua carriera musicale, con un sapiente crossover tra blues, hip hop  e soul/funk che trova il suo compimento nella pubblicazione degli EP Bluestown del 2012, Wolves del 2014 e Disfigured del 2015.

Come spesso accade, è la televisione a lanciare la sua carriera, dopo che la titletrack Wolves viene scelta come sigla di apertura della serie New Blood trasmessa dalla BBC.

Lo posta in gioco è sempre più alta, così Rag ‘N’ Bone Man lascia il suo lavoro di assistente sociale e si dedica alacremente al suo primo vero album, Human, che ha richiesto quasi due anni di lavoro insieme ai produttori Mark Crew(Bastille), Ben Ash(Sam Smith, Damon Albarn) e Jonny Coffer (Naughty Boy, Beyoncè) .

L’album, composto da 12 brani nell’edizione standard e 19 in quella deluxe,  riesce a tenere in perfetto equilibro soul, funk, gospel, blues e hip hop, rendendo fruibili anche a un pubblico radiofonico generi solitamente di nicchia.

Human, con il suo campionamento di catene e con le sue atmosfere cupe, mette subito in chiaro che non siamo di fronte a un brano “leggero”, costruito ad arte per fare breccia nei cuori degli spettatori meno esigenti, come rivela il testo: “Non sono un profeta e nemmeno un messia, dovresti cercare qualcuno più in alto, sono solo un essere umano, non scaricare la colpa su di me”.

Eppure il successo è travolgente: numero 1 delle classifiche radio in Italia e in Europa, primo in classifica di vendita in 25 Paesi, numero 1 su Shazam in 8 Paesi Italia compresa, disco di platino un po’ ovunque e oltre 207 milioni di visualizzazioni del videoclip su YouTube.

Promette bene anche il secondo singolo Skin, di cui è uscito da poco il video ufficiale su Youtube (che potete vedere qui sotto), caratterizzato anch’esso da una produzione eccellente e da un pathos raro da trovare in un brano pop di oggi.

Un fenomeno esploso all’improvviso nelle mani delle casa discografica, la Sony, che non si aspettava un successo di tale portata, tanto che l’album Human è uscito solo a febbraio, parecchi mesi dopo la pubblicazione del singolo a luglio.

Un album impeccabile, ricco, maturo, che non ha neanche un filler e da cui potrebbero essere estratti altri singoli di successo: pensiamo alla delicata Grace, all’energica Ego, impreziosita da un rap di ottima fattura, e all’intensa Odetta, dedicata alla figlia appena nata di un suo caro amico, il cui nome è un omaggio alla leggendaria cantautrice afroamericana Odetta, nota per il suo impegno nella difesa dei diritti civili delle persone di colore.

Tutto questo successo mi ha un po’ sorpreso, a dire la verità –ha dichiarato il cantante a Rolling Stone- E’ arrivato tutto all’improvviso, non ho avuto neanche il tempo di rendermene conto. A me interessa solo una cosa: scrivere le mei canzoni, raccontare le mie storie e sperare che funzionino, che colpiscano le persone”.

Tutti e tre obiettivi raggiunti, meritatamente.

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