Musica

Quel genio di Rachmaninoff suonato da Alessandro Mazzamuto

140 anni fa nasceva il grande compositore russo

La cover del cd di Alessandro Mazzamuto

di Nazzareno Carusi

Da quando Ivo Pogorelich, uno dei più grandi talenti pianistici del Novecento, venne sbattuto fuori dal Concorso Chopin di Varsavia suscitando le clamorose dimissioni dalla giuria di Martha Argerich, è chiaro a tutti che le competizioni musicali, se da un lato premiano quasi certamente il miglior "concorrente", quello che appaga la media dei gusti dei giurati, dall'altro, proprio perché così ecumenico diventa il quid vincente, perdono spesso di vista, o meglio, evitano la "eccezionalità artistica".

La quale è sempre di rottura, rispetto alle tranquillizzanti convenzioni. Così, il Premio Busoni di Bolzano diretto da Peter Paul Kainrath, uno che conosce perfettamente il pianoforte e le sue malie anche non convenzionali (e che io con immenso affetto chiamo il Crucco, per il carattere molto più che altoatesino il quale, però, non nasconde un'umanità cordiale e straordinaria); il Busoni, dicevo, ha accolto la proposta della famiglia Lodovici di istituire un premio speciale in memoria del suo Gian Andrea, prematuramente scomparso, da assegnare (a esclusiva discrezione del presidente della giuria bolzanina) al pianista escluso più particolare, indipendentemente dalla mancata vittoria. Il Premio consiste nella produzione di un disco per l'etichetta Arts Music, della quale Gian Andrea Lodovici, discografico come non ci sono quasi più, era uno dei migliori e più importanti produttori. L'edizione 2011, presieduta proprio dalla leggendaria Argerich, l'ha vinta Alessandro Mazzamuto che ha inciso, dunque, alcune delle più belle opere di Rachmaninoff (del quale quest'anno ricorrono i 140 anni dalla nascita e i 70 dalla morte). Un disco superlativo per il suono possente del pianista e della Fazioli Concert Hall di Sacile che ha ospitato la bellissima registrazione, per la musicalità rapinosa e un fare artistico che non sarà da concorso, ma di sicuro è da carriera. Twitter@ NazzarenoCarusi

Crediti dell'album: Sergej Rachmaninoff (1873-1943); Sonata n. 2 op. 36 (prima versione) 5 Morceaux de Fantaisie op. 3 Variazioni su Tema di Corelli op. 42

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