Musica

Power Francers: "Pompo nelle casse. E se non ti piace, io lo faccio lo stesso"

Nascere con un tormentone nelle mani è un bel casino. Ma il trio abruzzese ha così tante frecce al proprio arco da non temere affatto i primi "haters". L'intervista in attesa dell'album di debutto a settembre

I Power Francers hanno capito tutto. "Pompo nelle casse" è il loro primo grande successo nato su Youtube e cresciuto nei club. Dopo il brano "Mamma" (colonna sonora di "Mammoni" su Italia 1) e "Issima", i colpi messi a segno dal trio formato da Davide Di Martino (in arte Pacchiani), Antonio Pelusio (Goldentrash) e Caterina Di Sciascio (Katerfrancers) sono tanti. E sono le punte di un iceberg già bello cicciotto.

A metà settembre uscirà il loro primo album ufficiale, il secondo se consideriamo anche "Megazord": saranno 12 tracce, di cui sei già pubblicate e sei completamente nuove. "In realtà abbiamo 50 brani già chiusi e finiti", chiarisce Goldentrash, "non vediamo l'ora di far ascoltare tutto quello che abbiamo realizzato in questi anni. Siamo in continua produzione". Se pensate a quanto materiale audio da mezzo milione di click ciascuno c'è già di loro sul web, non è difficile credere che qualcuno si sia interessato (seriamente) al loro lavoro.

Non capita tutti i giorni che un videoclip italiano raggiunga addirittura sette milioni di visualizzazioni come "Pompo nelle casse", anche tra i più grandi big della musica. "Il primo milione è arrivato da solo", aggiunge Caterina, "è partito come un gioco e quando abbiamo visto quella cifra siamo morti di infarto. Poi il pezzo, che ancora non passava in radio, è diventato un tormentone nei club. La dimensione della notte è tornata a essere davvero importante oggi, soprattutto in quelle realtà dove i dj hanno voglia di spaziare, stupire, proporre qualcosa di fresco nelle loro playlist. L'esplosione è arrivata forse grazie a Stefano Gabbana, che ha linkato il nostro video. Una persona così influente in un pubblico molto diverso dal nostro non poteva che portarci fortuna".

Qualcuno si è spaventato, questa è la verità, quando ha sentito per la prima volta "Mamma". "Quel brano è stato considerato un'evoluzione per molti e un'involuzione per alcuni nostri vecchi fan. Quando l'abbiamo scritta ci siamo chiesti se fosse troppo pop, in effetti", continua la voce principale del gruppo, "però alla fine l'abbiamo voluta mantenere così. In fondo era nata dopo l'apertura del live a Campovolo di Ligabue dove l'apprensione delle nostre mamme ci ha ispirato. Poi è andata piuttosto bene a Sanremo Social, è stata scelta come sigla di un programma tv nonostante fosse nata più di un anno prima di quella trasmissione. Non meditiamo molto sui nostri pezzi, li facciamo e basta".

In una generazione dove l'hipster ha grande peso estetico e culturale (è una figura ibrida che ricerca la tendenza, il divertimento, la musica e il look alternativo in una logica che è molto vicina allo street style) il look diventa preponderante. "C'è un perbenismo che porta a pensare che il modo in cui ti vesti nella musica non sia importante", aggiunge Goldentrash, "è il 90% di quello che sei. Noi ci vestiamo in modo un po' eccentrico da sempre e forse qui non si nota, ma in un paesino vicino Chieti vi assicuriamo che siamo considerati piuttosto strani. Non è normale che uno come me porti addosso la maglietta di Lady Gaga e un cappellino vicino alla cultura metal, eppure fa parte della nostra identità. Scoordinata e un po' folle".

Sulla direzione della musica italiana oggi, i Power Francers hanno molto da dire: "Il problema", chiarisce Pacchiani, "è che se un disco di uno dei talent vende, allora per anni non usciranno altro che album di ragazzi che vengono da quel bacino. Si segue una direzione sola: è un modo per tirare avanti da fermi. Quando a Sanremo Social si erano posti l'obiettivo di prendere i giovani dal web, noi speravamo cercassero qualcosa di finalmente diverso, invece non era vero. Hanno scelto giovani cantanti con pezzi "da Sanremo", quasi come se fosse un genere a se stante. Finalmente, fuori da quel microcosmo, è finita l'era in cui le persone considerano alcuni generi come 'roba da ragazzini', la musica alternativa esiste e va valorizzata".

"A metà settembre uscirà il nostro primo album di inediti con EMI, è stato già chiuso", ci racconta Pacchiani, "Il nucleo centrale è l'elettronica, ma è un disco ricco di contaminazioni. Sarà molto allegro, diretto nei temi e scanzonato nei modi. Volevamo fare un album 'Power Francers contro il mondo' e alla fine abbiamo scelto una sola collaborazione necessaria alla buona riuscita di un brano. I duetti forzati si sgamano e vengono male".

Per il nuovo album, chiarisce Kater, "Ho una paura tremenda ma non vediamo l'ora. Lanciare un singolo alla volta finora ci ha molto tutelato, ma è anche un'arma a doppio taglio, perché più il progetto è grande, più rischi. Siamo convinti che piacerà, è quasi inattaccabile. Nessun artista in Italia punta sulla felicità, nessuno è capace di prendersi in giro e vuole divertire. Fa molto figo fare l'impegnato e anche il rapper in Italia vive a volte questa malattia. C'è chi viene additato perché fa Cabarap. Bisogna sempre mostrarsi forti avere i featuring più importanti, i beat migliori, l'atteggiamento solido. Le debolezze non vengono mai mostrate. Per noi, questo è un male".

"Vogliamo far capire", ci saluta così Goldentrash, "che non siamo solamente 'Pompo nelle casse', ma molto di più". Noi ascoltatori siamo qui, per verificare che le promesse vengano mantenute.

© Riproduzione Riservata

Commenti