Nel marzo del 1967 è stato pubblicato Arnold Layne (video qui sotto con David Bowie), il primo singolo dei Pink Floyd, allora capitanati dall’inquieto talento di Syd Barrett. Nel 2017 si festeggia in tutto il mondo il cinquantennale di una delle band più influenti e innovative della storia del rock.

Nel corso di una lunghissima carriera, in cui si distinguono tre fasi, corrispondenti ad altrettante formazioni, i Pink Floyd hanno ridisegnato i confini del pop e del rock grazie alle inedite commistioni di elettronica e di musica sinfonica.

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La costante ricerca sonora, unita a una perfezione tecnica quasi irreale, ha dato vita a una serie di pietre miliari della musica popolare del Novecento, come Ummagumma, The dark side of the moon, Wish you were here e The Wall.

Di grande interesse è la mostra ospitata al Victoria and Albert Museum di Londra fino al primo ottobre del 2017, la più completa mai organizzata finora. The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains sarà un’inebriante esperienza multisensoriale che farà rivivere, attraverso memorabilia, materiale audio e video, rarità e immagini cult, cinquant’anni di storia non solo della band, ma anche del costume e della musica inglese, di cui i Floyd sono una delle architravi.

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Curata da Paula Webb Stainton, storica collaboratrice dei Pink Floyd, e da Aubrey “Po” Powell, l’altra metà della leggendaria Hipgnosis con lo scomparso Storm Thorgerson, l'esposizione è una suggestiva celebrazione multensensoriale del lascito floydiano, che nel corso degli anni non ha mai abdicato alle sue ambizioni artistiche, rinnovandosi album dopo album.

“Il Victoria & Albert è il posto giusto per illustrare il grande contributo artistico, non solo musicale ma anche visuale, che una band come i Pink Floyd ha dato alla cultura del nostro tempo -ha dichiarato Martin Rotj, direttore del museo- Una band che ha creato non solo musica straordinaria, ma anche spettacolari show musicali, copertine di album diventate icone e un’espressione creativa senza eguali”.

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La mostra raccoglie oltre 350 oggetti correlati alla band: strumenti, attrezzatura, disegni e bozzetti originali, testi scritti a mano, appunti, poster psichedelici, dipinti e porzioni di scenografie.

La storia della band è raccontata in maniera cronologica, dagli esordi alla metà degli anni Sessanta, guidati dal genio creativo e inquieto di Syd Barrett, passando per le grandi visioni di Roger Waters degli anni Settanta fino all'ultima fase, caratterizzata dal duopolio David Gilmour-Nick Mason, che nel 2014 ha prodotto l'album The endless river.

Di grande interesse l'imponente ricostruzione della Battersea Power Station, immortalata sulla copertina di Animals,il “maestro” e un pezzo di muro dell'allestimento originale di The Wall, le due mezze facce metalliche di The Division Bell.

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I Pink Floyd sono stati coinvolti in prima persona nella scelta e nell’allestimento della mostra, i cui biglietti sono in vendita sul sito ufficiale .

Del resto, la band inglese è stata la prima ad aver dato vita a mastodontiche rappresentazioni multimediali della propria musica in spettacoli d’avanguardia nei quali la componente visiva è complementare a quella sonora.

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