Dimenticate l'indie pop e le varie sottoculture che infestano la scena musicale da almeno due decenni, e prendetevi un po' di tempo per ascoltare un vero album fatto di grandi canzoni senza voci campionate, suoni elettronici molesti e voci robotiche. Paul Weller, ex icona Mod, è tornato con un brillante album intitolato A kind Revolution.

Un disco che parla differenti linguaggi musicali, dal funky all'r&b, al soul, e che va ascoltato dall'inizio alla fine, come un viaggio che non si può interrompere. 

Vi imbatterete in quella che è candidata ad essere una delle più intense ballad di quest'anno, Long Long Road, nel funky soul di One tear (con Boy George), nell'energia di Nova che in alcuni momenti richiama l'arte di Bowie o nel groove funk di She moves with the fayre (con Robert Wyatt alla tromba). Non meno intriganti le cadenze di New York e le vibrazioni blues di Satellide Kid. Senza dubbio il miglior album di Weller negli ultimi dieci anni. Quasi perfetto. 

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