Musica

Nella sala prove dei Nine Inch Nails

Il lavoro nascosto dietro a un tour mondiale. Il 28 agosto a Milano. 

Trent Reznor dei Nine Inch Nails durante il Lollapalooza 2013, al Grant Park di Chicago (Credits: Theo Wargo/Getty Images)

I Nine Inch Nails sono, di fatto, una persona sola: Trent Reznor, l’uomo che ha reso l’industrial commestibile al grande pubblico. Sul palco, però, sale ben accompagnato. Chi si trovava sul palco con Reznor, una decina di anni fa, doveva essere pronto a tutto: erano concerti rabbiosi e istintivi, con picchi come nella storica performance di Woodstock 1994, quando il gruppo aveva suonato coperto di fango.

Lo spettacolo che arriverà il 28 agosto al Mediolanum Forum di Milano è molto diverso. Nulla sfugge al controllo di Reznor, che ha scelto un registro colto ed estremamente minimale: “Ci siamo ispirati al tour di Stop Making Sense dei Talking Heads del 1983”, ha detto Reznor al magazine inglese NME, “costruendo uno show semplice e molto delicato da portare in scena: può trasformarsi in un attimo dalla miglior cosa di sempre a un disastro memorabile”.

 

Come si fa a preparare un tour mondiale di questo genere? La risposta è in un Tumblr che i Nine Inch Nails hanno preparato per l’occasione: si usano modelli in scala, si affina la strumentazione, si studiano le sovrapposizioni di luce una ad una. È una fase su cui, di solito, i gruppi sono molto riservati. Reznor invece ha messo le foto delle prove online, per dimostrare quanto tenga allo spettacolo che ha preparato. Lo si vede anche quando le cose vanno male: ieri sera, di fronte all’enorme pubblico del Festival di Leeds, i Nine Inch Nails non hanno potuto usare tutti gli effetti di luce che avrebbero voluto. E Reznor, su Twitter, ha seppellito di insulti gli organizzatori e il gruppo che ha suonato dopo i Nine Inch Nails. Con la solita rabbia dei bei tempi.

 
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