Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
Musica

Muse: la recensione di The 2nd Law

Rock, elettronica e citazioni dei Queen: il grande ritorno della band inglese

Matt Bellamy, leader dei Muse (Olycom)

I Muse tornano con The 2nd Law un affascinante viaggio sonoro che spazia dal rock sinfonico all’elettronica, facendo incursioni nel territorio dei Queen. Per il titolo, i Muse si sono ispirati alla fisica e al secondo principio della termodinamica, secondo cui l’energia contenuta in un sistema chiuso è destinata a disperdersi nell’ambiente circostante. Temi portanti del cd sono la decadenza umana e ambientale. La prima traccia, Supremacy, era stata inizialmente scritta per  la colonna sonora dell’ultimo film di 007 e si sente subito, grazie anche alla citazione del celebre tema di James Bond. Un bel brano che si sviluppa in un ottimo crescendo con la voce di Matt Bellamy che sale fino quasi a sfidare il suono della chitarra distorta.

A seguire troviamo Madness, il primo singolo, dove l'aura dei Queen è palpabilissima. Molto particolare è Panic Station che sembra uscire direttamente dagli anni 80 un gran bel funky arricchito da un basso suonato con la tecnica dello “slap” tipico di quegli anni. Un altro brano che strizza l'occhio al sound di Freddy Mercury e soci è Survival, atmosfere che ricordano Innuendo e Bohemian Rhapsody e che abbiamo già sentito in occasione delle Olimpiadi. Nel disco c'è spazio pure per una interessante Animals,  esempio ben riuscito di rock in 5/4 che aggiunge un sapore prettamente progressive. La prima ballad di The 2ndLaw la troviamo con Explorers, brano che ci riconduce ancora una volta ai Queen ma che nell'inciso ricorda molto No Surprises dei colleghi Radiohead. Che i Muse amassero gli U2 non è mai stato un segreto ed infatti in Big Freeze ci regalano una splendida canzone che a tratti sembra proprio il frutto di una collaborazione tra i due gruppi. Save Me è l'unica traccia scritta e cantata da Chris Wolstenholme, il bassista del gruppo.. L'album si chiude con un lungo strumentale ricco di elettronica e campionamenti dove riemergono l'animo e gli studi classici di Bellamy. Sicuramente con questo disco, il sesto della loro carriera, i Muse ci hanno dimostrato ancora una volta che la saggezza sta nell'equilibrio, nel saper dosare la tecnologia con l'intimismo dei sentimenti, proprio come una classica orchestra sinfonica che abbraccia la modernità elettronica.

© Riproduzione Riservata

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>