Red Carpet of the Sanremo Song Festival
Musica

Moreno, il nemico immaginario di chi non sfonda con il rap

Dopo la partecipazione a Sanremo nuova pioggia di critiche per il freestyler genovese. Perché viene preso così di mira?

Moreno, Moreno, Moreno. Il freestyler reso famoso in tutta Italia dal talent Amici continua a far discutere gli amanti del rap e i sostenitori della cultura hip hop. Dopo la performance a Sanremo, che lo ha visto classificarsi penultimo, si sprecano le discussioni sul l'effettiva portata di un fenomeno creato ad hoc con l'obiettivo di vendere il più possibile, soprattutto tra i giovanissimi. Moreno è stato il primo rapper a prender parte ad un talent show, una lama a doppio taglio che da una parte gli ha portato popolarità e successo e dall'altra i giudizi di una scena che fatica a ritenerlo parte del movimento. Ecco perché, escludendo i fan, spesso il tema Moreno viene accompagnato dalle pesanti critiche e dai giudizi di chi lo reputa una mela marcia del l'hip hop italiano, un venduto, un artista creato a tavolino dalle major e da chi controlla il mercato musicale. Una dinamica allucinante che spesso vede negli inverosimili panni di giudici tanti giovanissimi che alla cultura hip hop si sono avvicinati solo negli ultimi anni, quelli che "io ascolto hip hop fin dai tempi di Dogocrazia".

Moreno non è NextOne né dj Skizo, non è un riferimento per i writer nè per i breaker. Moreno non è Afrika Bambaataa e non ha mai fatto della cultura hip hop un argomento da sviscerare e raccontare, né ha mai avuto la pretesa di ergersi a paladino della doppia acca nel momento di massima visibilità. Moreno è stato ed è uno dei migliori freestyler mai usciti in Italia e queste capacità gli sono valse il biglietto per un sogno che tutti gli artisti hanno: guadagnare con la propria arte. Provarci. Amici è stata l'opportunità della vita, quella da cogliere al volo. Vincere è stato il lascia passare per l'industria della musica, quella che ti permette di fare il triplo disco di platino con "Stecca", un album che per suoni e rime non rimarrà nella storia della musica né in quella del rap italiano.


 

Prima del successo Moreno aveva prodotto brani per lo più insieme al suo gruppo, gli Ultimi Aed, senza nessun lavoro da solista. Dopo Amici è stato sballottato in centinaia di in store in tutta Italia ed esibito di fronte a migliaia di ragazzine impazzite con relativi genitori. La sua innegabile capacità di intrattenere gli è poi servita per funzionare anche nei salotti della tv, quelli che non solo c'entrano poco con il rap ma che non hanno nulla a che fare con la musica più vera in senso lato. Infine è arrivata l'opportunità di Sanremo, uno dei palchi più prestigiosi d'Italia.

"Stai imbarazzando un genere musicale" si legge nei commenti al suo live sanremese. No, Moreno sta facendo i soldi con la musica nell'unico modo in cui gli sarebbe stato possibile farli. Ecco perché la tristezza nel cantare "Che confusione" svanisce al confronto di quella che ottenebra il rapper fallito, quello che ha dieci fans sulla sua pagina ufficiale ma "lo tiene vero". Finti paladini della cultura che non capiscono come il nemico non sia Moreno ma il sistema. Un po' come prenderla con Cyprher di Matrix, il personaggio che decide di arrendersi all'illusione, piuttosto che con la matrice stessa.

Moreno è un freestyler che ha avuto la possibilità di cambiare vita. Chi giudica la sua scelta non ci si è mai trovato e straparla, ennesimo effetto collaterale della pioggia di New Era che negli ultimi anni stringono troppo alle tempie di tanti. L'industria lo sta letteralmente spolpando come successo a tanti nella storia, alcuni immensamente più grandi di lui. Quando la giostra si fermerà sarà l'ovvia conclusione di un percorso naturale che con il rap, l'hip hop e la cultura ha poco o niente a che fare. La lucidità di un artista si vede anche dalla capacità di contestualizzare le situazioni: giudicare, offendere e deridere Moreno è il modo peggiore per non sembrare invidiosi. Il modo migliore per esprimere dispiacere verso la sua musica è sempre lo stesso: non comprarla e non sostenerla. Per tutto il resto bisognerebbe invece rispettare le scelte di un ragazzo catapultato in pochi anni dalle gare di freestyle zaino in spalla al palco più prestigioso d'Italia. Lo stesso ragazzo che quando la giostra finirà ricomincerà a mandare tutti a casa con il freestyle.

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