Il 29 maggio sarà trasmesso in prima visione sul network americano Lifetime Michael Jackson: Searching for Neverland, biopic dedicato all’indiscusso Re del Pop, morto il 25 giugno 2009 per un mix letale di farmaci somministrati dal suo medico curante Conrad Murray.

Il film, che indaga gli ultimi anni di vita di Jackson prima della tragica fine, è diretto da Dianne Houston ed è basato sul libro Remember the Time: Protecting Michael Jackson in His Final Days, scritto nel 2014 dai suoi due bodyguard Bill Whitfield e Javon Beard.

Il non facile ruolo del Re del Pop è stato affidato a Navi, autoproclamatosi come il “più grande impersonator del mondo” di MJ, mentre le guardie del corpo Bill Whitfield e Javon Beard sono interpretati rispettivamente da Chad L. Coleman(The Walking Dead) e Sam Adegoke.

«Non vuole essere il Re del Pop. Vuole solo essere Mike», affermano i due autori, «Un normale papà americano». Il film è l’ultimo di una serie di pellicole dedicate da Lifetime a personaggi del mondo della musica: prima di Michael Jackson sono stati prodotti biopic su Brittany Murphy, Anna Nicole Smith, Toni Braxton, Whitney Houston e Britney Spears.

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Sono ancora avvolte nella nebbia le ultime ore di vita del cantante, che nell’estate del 2009 era atteso da 50 date dello suo pirotecnico show di addio This is it all’Arena O2 di Londra, andate sold out in pochi minuti, le cui prove sono state immortalate nel film This is it.

Michael Jackson non era in forma e non sarebbe stato in grado in grado di reggere fisicamente una tournée così impegnativa, con tante date ravvicinate (che originariamente dovevano essere solo 10), per questo la potente multinazionale AEG Live, organizzatrice del This Is It, aveva messo sotto contratto un cardiologo texano, il Dott. Conrad Murray che, per 150.000 dollari al mese, doveva assistere e monitorare il Re del Pop 24 ore su 24.

Dopo le prove allo Staples Center del 24 giugno, Michael tornò a mezzanotte nella sua villa affittata al 100 di North Carolwood Drive, nel cuore di Holmby Hills. Il giorno dopo, a mezzogiorno, l’artista si sentì male: inutili i tentativi di massaggio cardiaco da parte di Murray. I bodyguard di Michael Jackson chiamarono con colpevole ritardo l’ambulanza, che arriverà mezz’ora dopo, quando ormai era troppo tardi.

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Dall’autopsia emerse che Murray, per aiutare il cantante a dormire, gli somministrò incautamente un mix letale di farmaci, tra cui l’ansiolitico Lorazepam e il potente anestetico Propofol usato per sedare i pazienti nelle operazioni chirurgiche. 

Il 7 novembre 2011 il Tribunale di Los Angeles ha condannato Conrad Murray per omicidio colposo a quattro anni di reclusione, ridotti a due per sovraffollamento delle carceri californiane.  La madre di Michael e i suoi tre figli, non soddisfatti dalla sentenza troppo morbida, hanno fatto causa alla AEG Live ritenuta, secondo loro, la vera responsabile della morte del cantante.

Un sospetto, quello che Jackson fosse più utile da morto che da vivo, sollevato recentemente dalla figlia Paris, oggi diciannovenne: “Mio padre Michael è stato ucciso -ha dichiarato in una lunga intervista con "Rolling Stone"- E’ ovvio. Tutto fa pensare che mio papà sia stato ucciso. In molti lo volevano morto. So che sembra una di quelle stupidaggini modello teoria della cospirazione, ma tutti nella mia famiglia e tutti i fan sanno che è così. La storia ufficiale della sua morte è tutta una montatura. AEG Live non tratta correttamente i propri artisti, li prosciuga e li fa lavorare fino alla morte". AEG Live non ha mai commentato le dichiarazioni di Paris, né l'ha querelata.

Ci auguriamo che il biopic Michael Jackson: Searching for Neverland renda giustizia a Jackson, troppo spesso infangato dai media con fake news, sia dal punto di vista artistico che umano.

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Michael Jackson è stato il più grande performer di tutti i tempi, l’unico in grado di eccellere nel canto come nel ballo. Ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura popolare degli ultimi quarant’anni, percorrendo strade artistiche che nessuno aveva mai intrapreso, trasformando i video in veri e propri film, innalzando il pop a forma d’arte a tutti gli effetti.

E’ suo l’album più venduto della storia, Thriller, con oltre cento milioni di copie, un numero che continua a crescere di anno in anno. Pubblicato il 30 novembre del 1982, Thriller è stato per due anni e mezzo nelle classifiche di vendita USA, con 37 settimane di permanenza al vertice. E' stato anche il primo disco nella storia a restare per 80 settimane consecutive nella top ten, grazie al suo inedito mix di funk, rock, soul, r&b e gospel e al tocco magico del produttore Quincy Jones.

Un record meno conosciuto, ma ancora più importante, è quello certificato dal Guinnes dei primati di maggior filantropo nello show business, con quasi quattrocento milioni di dollari donati in opere di beneficenza e di filantropia, in particolare ospedali e orfanotrofi.

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Decine di cantanti si sono ispirati alla sua musica(Bruno Mars, The Weeknd, Pharell Williams, Justin Timberlake, Usher, Ne-Yo, Chris Brown, Robin Thicke, Jason Derulo) anche se nessuno ne ha mai eguagliato l’originalità, la freschezza e l’intensità.

Il suoi passi vengono insegnati nelle scuole di danza moderna, i suoi album, sia di repertorio che postumi, vendono ancora migliaia di copie e ogni anno il numero dei suoi fan cresce in modo esponenziale.

Il messaggio delle sue canzoni è all’insegna della pace, della speranza, della difesa della natura, della fratellanza tra i popoli senza distinzione di razza e di religione.

Speriamo che tutto ciò emerga anche nel film Michael Jackson: Searching for Neverland.

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