Al nome di Mauro Pagani sono legati molti dei capolavori della musica italiana degli ultimi quarant'anni. Pagani ha fatto parte della PFM; ha collaborato con Fabrizio De André, Ligabue, Gianna Nannini e molti altri ancora.

Oggi, dopo 13 anni Pagani torna alla sua prima grande passione, scrivere e cantare canzoni. Dopo aver composto colonne sonore, diretto festival musicali, scritto un romanzo, prodotto album di altri colleghi, arriva The big man: un brano post funk interpretato in inglese, una denuncia, un invito alla presa di coscienza sul preoccupante ritorno dei totalitarismi.

The big man è ispirato, non velatamente, a un personaggio politico d’oltreoceano molto influente con un’ingombrante pettinatura: sono infatti di Donald Trump molte delle parole, estratte da uno dei tanti comizi, cantate da Mauro: “We gotta be tough, we gotta be strong, no fear no pity no mercy for our enemies, stay with me, we’ll win, ‘cause in the end everybody loves me”.

“Ci ho scherzato sopra, ma credo ci sia poco da ridere. Questo proliferare di nuovi dittatorelli o aspiranti tali ricorda tempi oscuri, in realtà assai poco lontani, il cui orribile odore arriva ancora fino a noi”, racconta Pagani.

The big man - registrato e mixato da Giuseppe Salvadori alle Officine Meccaniche di Milano, prodotto da Mauro Pagani con la collaborazione di Giuseppe Salvadori - ospita la voce femminile di Z-Star ai cori, Faso al basso, Daniele Moretto alla tromba; Mauro Pagani: chitarra, tastiere e programmazione.

Il singolo pubblicato su etichetta Officine Meccaniche Music – è disponibile in download e su tutte le piattaforme streaming, è distribuito da A1 Entertainment ed è raccontato da un video visionario. The big man anticipa la pubblicazione del nuovo album di Mauro Pagani in uscita nel 2017 a cui seguirà un tour nei teatri.

© Riproduzione Riservata

Commenti