"Una ragazza!" recitava il cartellone apparso in ogni angolo d’Inghilterra quando, due anni fa, Marin Alsop, 58 anni newyorkese, venne chiamata a dirigere l’ultima notte dei BBC Proms, la più importante rassegna inglese di musica classica: un evento celebrato alla Royal Albert Hall di Londra dal 1895. Su quel podio non era mai salita una donna. Un segno inequivocabile che gli antichi equilibri della musica colta erano ormai saltati. Se ne è reso conto, qualche mese fa, il trentottenne direttore russo Vasily Petrenko sbeffeggiato senza troppi giri di parole da colleghi e colleghe della classica quando tra il serio e il faceto ha dichiarato che "in effetti una bella ragazza sul podio può essere una fonte di distrazione per gli orchestrali".


Era rimasto indietro. Oggi, le musiciste classiche, non solo dirigono le orchestre, ma si mostrano per quello che sono: belle ragazze, sexy ed eleganti lontane anni luce dall’austerità monastica del secolo scorso. "Sono salita sul podio dell’Ariston di Sanremo senza nascondermi dietro un frac, rispettando la mia femminilità, il mio modo d’essere" racconta Carolina Bubbico, 25 anni: è lei che nell’ultimo Festival ha diretto la performance del Volo gestendo in maniera impeccabile il travolgente crescendo di Grande amore, la canzone che ha trionfato all’Ariston. "Pregiudizi nei miei confronti? Assolutamente no. I maestri dell’orchestra di Sanremo mi hanno accolto nel migliore dei modi: Mai avuto un secondo di disagio. Ho ricevuto solo incoraggiamenti e apprezzamenti". Si riempiono le sale in tutto il mondo quando la ventisettenne pianista georgiana, Khatia Buniatishvili, si siede al pianoforte per suonare i capolavori di Chopin e Rachmaninoff. Il fascino senza tempo della musica che incontra la bellezza di una donna colta e sensuale, che parla fluentemente cinque lingue e che tocca la tastiera del pianoforte ispirandosi alla leggendaria collega argentina, Martha Argerich.


"Con la sola bellezza non si convince un pubblico competente come quello della classica a pagare un biglietto" ripete spesso a chi le chiede conto del rapporto tra sensualità e talento. A inquadrare il fenomeno ci ha pensato recentemente la nota critica musicale e blogger inglese Jessica Duchen: "Secondo me è importante abbandonare ogni ipocrisia: da un lato, la società tende a considerare cheap un’artista che gioca con la sua avvenenza, dall’altro ho personalmente assistito alle performance di giovani e straordinarie musiciste che rifiutando completamente il gioco del glamour, non hanno mai ricevuto l’attenzione che meritavano. Magari vincono qualche competizione internazionale, ma per loro non ci sono le copertine dei magazine e nemmeno i clic su Youtube. Quindi...".


S’infervora non appena si sfiora il tema la celebrata violinista scozzese Nicola Benedetti (27 anni, padre toscano). Lei, grazie al suo violino, strappa applausi nei teatri di tutto il mondo e produce album, come l’ultimo, A scottish fantasy, che entrano nella Top 20 in Inghilterra accanto a Madonna e a Lady Gaga. "Quando leggo sui giornali titoli tipo “Sex sells classical music” mi irrito profondamente. Non è che le donne abbiano un peso maggiore nella classica perché hanno iniziato a mostrarsi con un’immagine meno castigata. Il numero sempre crescente di musiciste che emergono dall’anonimato non si può ridurre a una questione di look. Dietro la carriera di queste ragazze, spesso molto carine, ci sono sacrifici, ore di studio e dita doloranti per il troppo esercizio" spiega.

Alison Balsom, inglese, 36 anni, è la donna che ha reinventato l’immagine della trombettista classica: una cascata di capelli biondi, occhi color mare, abiti griffati, diamanti e gioielli "C’è una sorta di equivoco quando si mettono in connessione musica e bellezza. Di donne stupende è pieno il mondo: quello che può davvero rendere sexy una musicista è il suono del suo strumento, le vibrazioni che mettono in circolo certe note: io sono fortunata, perché la tromba è lo strumento più sensuale del mondo. E quella sensualità, inevitabilmente, ricade anche su di me".

Comunque la si voglia considerare, la valanga rosa in ambito classico è solo all’inizio come dimostra un’iniziativa promossa dall’austero e prestigioso Morley College di Londra: "Il nostro fiore all’occhiello è un nuovo corso: mettiamo  le ragazze più talentuose, tra i 16 e  i 19 anni, su un podio a dirigere una vera orchestra» racconta la direttrice Andrea Brown. "Dopo due prove sono come e meglio dei ragazzi. Anche più severe, a volte".                    

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