Musica

I Kasabian celebrano dieci anni di successi

Nuovo disco e concerto trionfale a Leicester, la loro città natale

Kasabian

Kasabian – Credits: Charlie Gray - Sony

È più di un album: è un percorso, un’evoluzione, a suon di chitarra elettrica e batteria. L’ultimo lavoro dei Kasabian, 48:13, è uscito solo pochi giorni fa ma è già tra le prime posizioni delle classifiche europee. Il gruppo di Serge Pizzorno, Tom Meighan, Chris Edwards e Ian Mattews questa volta ha fatto sul serio. A dieci anni dal primo album, un modo di festeggiare tutto loro. 

Per la prima volta, infatti, lo storico gruppo britannico ha abbandonato i classici suoni rock’n’roll per realizzare un album che definirlo “contaminato” risulta riduttivo. Le numerose influenze che i Kasabian hanno assorbito in questi ultimi anni hanno portato il gruppo a sperimentare un’unione di rock, elettronica, hip hop. dance e pop. E il tutto in sole tredici tracce, dalla durata totale di 48 minuti e 13 secondi (da qui, il titolo, che non manca di originalità, dell’album). La copertina del cd è completamente rosa (uno dei colori tra i più traditional-punk) e riporta la durata delle singole tracce. Come a definire i piccoli (ma importanti) passi che questo album propone a chi lo ascolta. 

Tra le canzoni più rilevanti di questo lavoro, l’intro “(shiva)”, che riporta l’ascoltatore in una condizione di grande attesa per l’esplosione di suoni a cui assisterà poco dopo, e il primo singolo Eez-eh (già lanciato nelle radio), un mix di elettronico e dance. Altra nota positiva per “glass”, dal carattere pop, che termina con un parlato molto coinvolgente (“Quando abbiamo smesso di credere? Quando abbiamo smesso di camminare? Quando abbiamo smesso di cantare?”). 

Lo scorso 21 giugno, in occasione di questo importante decennale, hanno suonato nella loro città natale, Leicester, a nord di Londra. Oltre 50 mila fan hanno letteralmente riempito il Victoria Park e cantato da Bumblebee, che ha aperto il concerto dopo un countdown proiettato su uno sfondo rosa, a L.S.F., con la quale i Kasabian hanno salutato il pubblico. Ogni traccia dell’album, quindi, racchiude un segreto, un approccio musicale ogni volta differente. E, con l’eleganza dei Kasabian, riflette quanto bene può portare una contaminazione ordinata tra rock’n’roll, pop ed elettronica. 

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