Dopo tante speculazioni e indiscrezioni, adesso la notizia è ufficiale: il nuovo, atteso album di Jovanotti, che uscirà il 1 dicembre per la Universal a due anni dal clamoroso successo di Lorenzo 2015CC., sarà prodotto da Rick Rubin, un nome che non ha certo bisogno di presentazioni.

E’ la prima volta che il produttore vincitore di dieci Grammy Awards, sceglie di collaborare con un artista italiano, la prima volta che produce un artista che non canta in inglese. La stima di Rubin per Lorenzo nasce da un rapporto personale: la passione comune per la musica e una straordinaria sintonia artistica e umana, lo hanno convinto a produrre il primo disco italiano della sua carriera.

Nato nel 1963 a Long Island da una famiglia di origine ebrea, Frederick Jay Rubin entra giovanissimo nel mondo della musica e già nei primi anni ’80 è il fondatore con Russel Simmons, della Def Jam, la casa discografica storicamente legata alla nascita del rap.

Johnny Cash, Beastie Boys, Red Hot Chilli Peppers, Kanye West, Lana Del Rey, Joe Strummer, Rage Against the Machine, Lady Gaga, Jay-Z, Slayer, Black Sabbath, Metallica, AC/DC, Aerosmith, Shakira, Justin Timberlake, Damien Rice, Eminem, Neil Diamond, Tom Petty, ZZ Top, Frank Ocean, James Blake, Audioslave, U2, Gogol Bordello, Limp Bizkit, Mick Jagger, Sheryl Crow, Adele, Ed Sheeran e Linkin Park sono solo alcuni degli artisti internazionali che hanno avuto il piacere di collaborare con Rubin.

 "E’ inutile girarci intorno, per me è la realizzazione di un sogno che faceva parte dei sogni che pensavo rimanessero sogni per sempre”, ha dichiarato Jovanotti a margine della prima fase di produzione dell’album.

Lorenzo, sulle sue pagine social, ha scritto a tal proposito un lungo messaggio: 

"Ciao ragazzi,

il mio disco nuovo esce il primo dicembre, e il produttore è Rick Rubin. Sono felice di poterlo confermare.

Mi ricordo una volta molti anni fa un giornalista mi domandò quale fosse la mia collaborazione dei sogni. Risposi “ti dirò quella impossibile ma sognare è lecito, quindi senza dubbio direi Rick Rubin. Essere prodotto da Rubin”.

Nessun produttore nella storia dei dischi ha avuto su di me l’impatto di Rick Rubin. Quando ascoltai "licenced to ill" dei Beastie Boys ero un dj in piccoli locali e con quell’album ebbi un'esperienza di chiaroveggenza, vedevo il mio futuro: era confuso ma pieno di musica.

Sentivo che c’era la possibilità di entrare in contatto con le persone attraverso un linguaggio che non aveva bisogno che io sapessi "suonare e cantare” in senso tradizionale, bastava la mia energia, un giradischi e un microfono. Quell’album era nuovo per ogni aspetto possibile, e lo avevano fatto quattro ragazzi della mia età a New York, i tre Beastie Boys e un loro compagno di college, Rick Rubin. Erano anni in cui si leggevano i crediti dei dischi, si imparavano a memoria, ci si fantasticava.

Il nome di Rubin da quel momento in poi tutti gli anni è apparso in alcuni dei dischi più belli e importanti del mondo, e ogni volta mi chiedevo e mi chiedo (l’ho fatto tutti i giorni anche in queste settimane passate con lui) i “come fa a ottenere questo risultato pazzesco difficile da descrivere ma sempre riconoscibile?”.

Per il mio nuovo album sto lavorando con Rubin. E’ inutile girarci intorno, per me è la realizzazione di un sogno che faceva parte dei sogni che pensavo rimanessero sogni per sempre.

Negli anni ho lavorato con i migliori produttori d’Italia, con alcuni siamo cresciuti insieme partendo da zero, ci siamo inventati un lavoro, abbiamo imparato cose e ottenuto bellissimi risultati.

Per il mio nuovo disco ho scritto canzoni che mi esplodono dentro e prima ancora di iniziare a pensare ad un album ho sentito il desiderio che questo disco fosse un nuovo inizio per me, non ci fosse nulla di prevedibile in nessuna fase, dalla scrittura alla produzione.

Volevo trovarmi di fronte ad uno spazio aperto che non avesse continuità con gli anni appena trascorsi, che fosse un nuovo viaggio, rischioso, essenziale, e soprattutto in grado di farmi sentire esposto e di rimettermi in gioco. Avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a rimettere al centro di tutto le canzoni. Amo troppo la musica per potermi permettere di non spingermi ogni volta al limite e provare a saltare oltre senza rete. Al vertice della mia lista dei desideri c’era il nome "inarrivabile" di Rick Rubin.

I pianeti si sono messi in fila, sarebbe troppo lungo qui da raccontare il viaggio che mi ha portato alla possibilità di sedermi un pomeriggio di qualche mese fa davanti alle casse nello studio di Rick Rubin a sentire i miei demo seduto di fianco a lui. Qualche giorno dopo l’ascolto e la chiacchierata ho ricevuto la sua mail in cui mi diceva che ci stava, “iniziamo" mi ha detto, divertiamoci.

Abbiamo registrato in Italia, ci siamo chiusi in una casa antica sulle colline di Firenze che abbiamo trasformato in uno studio, per tutto agosto, dove abbiamo vissuto dormito mangiato e registrato 14 pezzi. Io ho coinvolto alcuni miei collaboratori storici e con Rick c’era una parte del suo team. Rick mi ha rimesso completamente in discussione , mi ha guidato in un viaggio ai confini di me stesso, che è dove succedono le cose.

La seconda parte del lavoro inizia tra qualche giorno a Malibu dove rifiniremo e mixeremo. L’album uscirà il primo dicembre.

Il cuore del disco sono i pezzi, con Rubin si va a cercare l’essenza di una canzone, se c'è . E’ l’uomo più "Hip Hop" che abbia mai conosciuto e lo è anche quando produce un pezzo country, è sempre l’essenza quella che viene fuori nei suoi lavori, il battito. Siamo partiti dallo scheletro delle canzoni che ho scritto ed è stata una grande avventura di vita e di musica farli vivere e portarli ad essere come li sentirete. E’ un disco che parla della vita, dal punto di vista della mia.

Non vedo l’ora di farvelo sentire e di condividerlo con tutti.

Tra pochi giorni, appena riusciamo a definire gli ultimi dettagli del calendario, vi darò anche le date del tour che inizia a febbraio".

Mtv ha definito Rubin “il produttore più importante degli ultimi 20 anni” e Time’s lo ha definito una delle 100 persone più influenti del mondo. Sono centinaia all’anno le richieste per collaborare con lui, ma recentemente Rubin sembra fermamente intenzionato a lavorare solo su progetti che lo convincono completamente.

E la collaborazione con Jovanotti, che per diverse settimane lo ha impegnato in una affascinante località nella zona di Firenze, lo ha fatto innamorare del nostro paese. Nelle prossime settimane l’album sarà completato e finalizzato ai leggendari Shagri La Studios di Rubin a Malibù.

 A confermare l'uscita dell'album (ma non ancora la collaborazione con Rubin, che è stata svelata solo oggi) era stato lo stesso Jovanotti a fine luglio sulle sue seguitissime pagine social, a partire da Facebook.

L'artista di Cortona aveva annunciato che la fase della preproduzione del disco era stata completata e che ad agosto sarebbe inziata la produzione vera e propria, da cui usciranno le versioni definitive dei brani.

Non c'è ancora un titolo del prossimo album, ma da oggi c'è una data ufficiale per l'uscita nei negozi: 1 dicembre 2017. 

Da febbraio partirà un tour di quattro mesi nei palazzetti, che sarà diverso da tutti gli altri: "Per l’anno prossimo il mio desiderio è quello di suonare nelle città e di starci il più possibile. Quello che vorrei è suonare in una città alla volta per giorni, con uno spettacolo di pura goduria e di condivisione totale con chi vorrà venirci a sentire (stiamo già raccogliendo la squadra,le idee e le suggestioni). Stiamo lavorando per fare una cosa che vi e ci faccia impazzire, spero davvero di potervi confermare che da febbraio si suona fino a non poterne più".

Sono ancora numerose le incognite, ma su una cosa, però, Lorenzo non ha dubbi: "Ogni mio/nostro disco è un disco nuovo. Si riparte sempre da zero, con la cura, l’amore e la dedizione che nascono dalla passione che con il tempo invece di diminuire aumenta. Il desiderio di fare una cosa che accenda l’entusiasmo in me è sempre più forte".

Obiettivo: superare Lorenzo 2015 CC

Manca poco, quindi, per ascoltare i nuovo brani di Jovanotti, chiamato al difficilissimo compito di confermarsi dopo l'exploit di Lorenzo 2015 CC, certificato quintuplo disco di platino, il vertice del suo eclettismo.

Un vero e proprio cloud con 30 brani divisi in due cd, con il secondo caratterizzato da sonorità più sperimentali (eccellenti Me la gioco, La bohème e Il riparo), che riuniscono sotto l’alveo del pop le influenze musicali più disparate, dal funky alla dance, dal world music al pop-rock.

Oltre 200 dj hanno realizzato una loro personale versione del singolo apripista Sabato, un numero di remix mai visto prima d’ora. L’estate addosso è stato il tormentone del 2015 e colonna sonora dell’eponimo film di Gabriele Muccino, mentre Gli immortali, dove Lorenzo mette a dura prova la sua voce “fino a strapparmi le corde vocali”, è già diventato un inno da stadio.

Forse il brano musicalmente più interessante di Lorenzo 2015 CC è Musica, che coniuga in maniera magistrale elettronica, rap e afrojazz, grazie al prezioso contributo del sax di Manu Dibango.

Un album-kolossal, che sarà difficile superare per quantità di stimoli e di idee, ma con Lorenzo, che nel prossimo album potrebbe giocare per sottrazione o tornare addirittura all'amato rap, le sorprese sono all'ordine del giorno.

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