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Musica

#hiphopanorama - Johnny Marsiglia: "Ecco l'orgoglio del rap siciliano"

"Orgoglio" è il nuovo album di Johnny Marsiglia, rapper di origine capoverdiana cresciuto nella scena hip hop di Palermo

Big Joe e Johnny Marsiglia

Tra le novità musicali del panorama hip hop di questo 2012 c'è "Orgoglio", disco del duo palermitano composto dal rapper Johnny Marsiglia e dal produttore Big Joe. Un album dai contenuti profondi, cronaca di strada ed esperienze cantate sulle produzioni di Big Joe, dagli esperti del settore definito uno dei producer di maggior talento nella penisola. Abbiamo intervistato Johnny Marsiglia, sangue palermitano e capoverdiano, trasferitosi a Varese per valorizzare il suo progetto musicale in un momento d'oro per la musica hip hop italiana.

Come è nata la tua carriera musicale e dove sei cresciuto?

Ho iniziato a far musica a Palermo, dove c’era un punto di incontro del movimento hip hop a Piazza Longheria. Lì ho conosciuto i ragazzi del collettivo Gotaste, soprattutto Stokka e Madbuddy che mi hanno insegnato tanto. Insieme ci siamo evoluti fino a che sono entrato a far parte del collettivo cercando di sviluppare uno stile originale. Spesso nei miei testi si trovano riferimenti a Palermo: è sicuramente una fonte d’ispirazione importante per la mia musica.

Come è stato concepito il tuo nuovo album “Orgoglio”?

Il progetto era nato come un EP di 5/6 pezzi circa due anni fa. Con il tempo però l’idea si è allargata e abbiamo aggiunto nuovi brani coinvolgendo altri artisti della scena. Lo abbiamo sviluppato fino a trasformarlo in un album, “Orgoglio” ha avuto una lavorazione lenta ma di qualità. Io registravo i brani a Varese, dove mi sono trasferito, e mandavo il materiale a Big Joe a Palermo: un lavoro travagliato del quale siamo però molto soddisfatti.

Come hai scelto le collaborazioni nell'album?

Le collaborazioni nascono dalla stima artistica e umana reciproca. Abbiamo conosciuto tanti esponenti del mondo hip hop italiano che hanno impreziosito tutto il prodotto: da Ensi a Egreen passando per Jack The Smoker e tutta l’Unlimited Struggle.  

Sicuramente un valore aggiunto del disco sono le produzioni di Big Joe, come avete iniziato a lavorare insieme?

Big Joe è il produttore di tutte le tracce del disco e con lui esiste una grande amicizia oltre ad un ottimo feeling artistico. Abbiamo iniziato a lavorare insieme per il mio primo prodotto “Radiografia” che è ancora scaricabile sul sito gotaste.it . Ho sempre pensato che il produttore debba avere la stessa importanza del rapper, per questo motivo il disco è stato firmato da entrambi.

Negli ultimi anni l'hip hop ha iniziato a riempire anche le piazze, quale è stato il punto di forza del genere per emergere?

Sicuramente i media si sono interessati molto di più al genere permettendogli di crescere ulteriormente. Il rap è diretto e semplice, tra i giovani sembra aver preso la giusta importanza, è la musica più seguita come succede in gran parte del mondo. E’ un fenomeno di massa e sulla qualità dei prodotti negli ultimi anni rispetto al passato è stata fondamentale la qualità dei mezzi. Adesso è più facile raggiungere standard alti, inoltre il web contribuisce in modo determinante alla diffusione.  

Nel brano “Ancora” dici “non dire sempre, incondizionatamente, ma “i still”, ancora". Tu farai musica per sempre o fai musica ancora?

Farò musica fin quando non ne potrò fare a meno. Citando un altro rapper, Ghemon , scrivere è un urgenza. Per molti artisti rap non importano gli obiettivi da raggiungere perché scrivere testi è una necessità. L’ho sempre fatto, per sfogarmi, quando volevo evitare di pensare ai miei problemi oppure affrontarli con la musica.

In un brano dell’album dici "preferisco i complimenti di un'artista che 600 finti fan con il New Era e lo zainetto". Si può dire che hai un approccio all'hip hop più classico: si può fare carriera con l'hip hop tenendolo "vero" senza essere commerciali?

Si, essere commerciali non lo intendo come una cosa sbagliata. In quella frase cerco di spiegare che quando un artista mi fa un complimento sui miei prodotti è una soddisfazione più grande rispetto ad un ragazzino che viene ai concerti ma magari non ha neppure comprato il disco. Sono certo che in futuro sperimenteremo qualcosa a livello musicale ma in questo disco volevamo mostrare cosa ci piace di più e abbiamo cercato di dare alla gente la definizione del rap che ci piace di più.

Da cosa hai preso ispirazione per il tuo disco?

Io e Big Joe abbiamo gusti musicali simili ma anche vari. Ascolto molto il rap classico ma mi tengo aggiornato su tutta la musica hip hop. Credo che la chiave per essere un artista credibile sia quella di restare sé stessi nel tipo di immagine che si propone. E’ giusto che ognuno faccia musica nel modo che sente più suo. Detto questo non disdegno chi riesce a fare il mestiere della musica, rimanere fedeli alle proprie idee è il modo migliore per emergere.

Quali saranno i prossimi passi della tua carriera?

Non avevamo particolari aspettative con questo disco e siamo molto sorpresi dall’attenzione che si sta creando con questo album. Crediamo di poter far uscire nuovi prodotti già con il 2013, il nostro principale obiettivo è dare continuità al nostro lavoro.

Quali sono i dischi hip hop che ti hanno più colpito ultimamente?

Seguo con attenzione il collettivo TDE e soprattutto Kendrick Lamar. Per quel che riguarda l’hip hop italiano mi piace moltissimo Egreen, un artista che sa prendere posizione ed esprimersi in modo chiaro e diretto per restando fedele a sé stesso ed al suo modo di pensare. Tra i migliori inserisco anche Jack The Smoker che per il suo talento credo meriterebbe molto di più. Mi è piaciuto molto il disco di Mecna che sta andando bene e sono contento del successo e dell’attenzione intorno al mondo del freestyle, anche grazie a Spit.

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