Se c’è un gruppo che, più di ogni altro, incarna il suono contemporaneo, meticcio e sfuggente, moderno ma al tempo stesso vintage, è quello degli Arcade Fire. La band canadese, in soli 13 anni di attività discografica e quattro album (il quinto, Everything now, uscirà il 28 luglio), ha messo d’accordo sia il pubblico dell’indie che quello radiofonico, con un sottile gioco d’equilibrismo tra glam rock, new wave, dance e poliritmie caraibiche.

Gli Arcade Fire sono stati più volte lodati da mostri sacri del rock come David Bowie, Bono Vox e Bruce Spingsteen. Chris Martin, leader dei Coldplay, si è spinto più in là, definendo il gruppo capitanato dai coniugi Win Butler e Régine Chassagne «la più grande band del mondo».

Merito sicuramente dei loro ormai celebri concerti, dove emerge tutto il loro eclettismo e la loro contagiosa energia, tanto da essere chiamati come headliner nei principali festival mondiali come Coachella, Primavera Sound, Roskilde Festival e Isle Of Wight.

Ieri sera la band canadese ha confermato alla Visarno Arena di Firenze, nell'ambito del Firenze Summer Festival, di essere uno dei gruppi più travolgenti dal vivo.

C'è grande attesa per l'uscita del nuovo album Everyting now, che prosegue e allarga il discorso intrapreso con l'eccellente Reflektor, aumentando l'aspetto ritmico delle loro composizioni anche grazie alla collaborazione con Thomas Bangalter dei Daft Punk.

Alla prova del live, i nuovi brani sono già entrati nei cuori dei loro fan, a giudicare dall'entusiasmo con il quale hanno accolto i tre nuovi singoli Everything now, Signs of life (davvero travolgente dal vivo) e Creature Comfort, cantati e ballati come se fossero ormai dei classici del loro repertorio.

"A noi piace sperimentare, mescolare le carte -ha dichiarato Win Butler in un'intervista a Internazionale- Everything now è un disco del nostro tempo, che supera il concetto di genere, è questa la sua forza".

Quando è stata pubblicata la title track Everything now, alcuni critici hanno sottolineato, con un pizzico di malcelato snobismo, la somiglianza del brano con le atmosfere degli Abba, inconsapevoli forse di aver fatto alla band del Quebec un grande complimento, quello di aver realizzato un brano destinato a durare nel tempo.

Gli Arcade Fire salgono in nove sul palco e si divertono a scambiarsi i ruoli, tranne la violinista Sarah Neufeld e il sassofonista Stuart Bogie, due strumenti piuttosto desueti in ambito rock, che mantengono il loro ruolo per tutto il concerto.

Dietro ai musicisti, alcuni pannelli riproducono visual e sfondi colorati, ma gli effetti speciali arrivano direttamente dal palco, grazie alle energiche esecuzioni dei brani, durante i quali spesso Butler sale sulla cassa, mentre è più defilata Régine Chassagne, che si alterna alle tastiere e alla batteria, oltre a cantare i brani disco oriented, come l'irresistibile funky di Electric blue, che evoca i brani più dance del repertorio dei Blondie.

Uno dei momenti più emozionanti del concerto è l'esecuzione di Neon Bible, uno dei classici degli Aracade Fire, eseguita a luci basse, con la Visarno Arena illuminata da centinaia di flash dei telefonini in un momento di grande suggestione (video qui sotto).

Tra gli episodi più esaltanti del live spiccano l'inno dei nottambuli Here comes the nightime, con le sue fuoriose accelerazioni e le sue poliritmie africane, la mestosa Reflektor, la rockeggiante No cars go, cantata da tutti i 5.000 spettatori della Visarno Arena in un grande karaoke collettivo, la smithsiana Ready to start, l'intensa The Suburbs e l'evocativa Rebellion(Lies), brano che conosce bene il pubblico di La7, poiché da anni è la sigla di Otto e mezzo, solo che qui a Firenze, al posto di Lilli Gruber e Paolo Pagliaro, troviamo Régine Chassagne e Win Butler.

Gli Arcade Fire hanno confermato, in un'ora e quaranta di concerto tiratissimo e senza un attimo di pausa, di avere un grande impatto live, un repertorio che farebbe la fortuna di almeno cinque band coeve e la capacità di mescolare i generi senza perdere qualità e credibilità.

"M’interessa solo il giudizio che le persone avranno tra venti o trent’anni -ha sottolineato Win Butler nell'intervista a Internazionale-  Quello che dicono ora dei brani non è importante. Pensa ai Bee Gees e agli Abba: negli anni Settanta tutti pensavano che la loro musica facesse schifo e i critici preferivano esaltare gli Emerson, Lake & Palmer e altre band prog. Non sai mai come il tempo possa cambiare la percezione di un disco".

La band canadese non si accontenta, quindi, di essere "solo" uno dei migliori gruppi dell'alt rock emersi nel Terzo Millennio, ma è qui per restare negli anni con le loro canzoni. Con ottime probabilità di riuscirci.

La scaletta degli Arcade Fire alla Visarno Arena di Firenze, 18 luglio 2017

Wake Up

Everything Now

Here Comes the Night Time

Chemistry

Electric Blue

No Cars Go

Neon Bible

Suburban War

The Suburbs

The Suburbs (Continued)

Ready to Start

Neighborhood #1 (Tunnels)

Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)

Reflektor

Afterlife

Creature Comfort

Encore:

Neighborhood #3 (Power Out)

Rebellion (Lies)

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