La Francia è stata la nazione che ha dato il maggior contributo, negli ultimi vent’anni, alla rinascita e allo sdoganamento della musica elettronica anche al di fuori delle piste da ballo. Nella seconda metà degli anni Novanta si è affermato il cosiddetto “french touch”, un nuovo movimento musicale che ha avuto(e ha) per protagonisti Daft Punk, Air, Phoenix, Cassius e Saint Germain.

L’elettronica ha incontrato per la prima volta la raffinatezza del jazz e il calore del funky, dando vita a un suono pulsante ed elegante al tempo stesso, esportato con successo in tutto il mondo.

Tra i capostipiti del movimento spiccano gli AIR, che nascono nel 1995 a Versailles quando Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel, architetto con ispirazioni elettroniche l’uno e professore di matematica con un backgroud più classico l’altro, decidono di unire le rispettive ambizioni musicali e artistiche nel progetto AIR, scritto rigorosamente tutto maiuscolo, acronimo di “Amour, Imagination, Rêve” (“Amore, Immaginazione, Sogno”), che è al tempo stesso nome e manifesto programmatico della band.

I due musicisti francesi, diversi per formazione musicale, danno vita a un sound del tutto originale, quel “french touch” che rielabora le atmosfere gainsbourghiane con l'elettronica, l’house e qualche venatura pop.

Anche se i primi brani degli AIR risalgono al 1995-97 l’album di debutto, Moon Safari, è del 1998. Il disco conquista pubblico e critica, vende oltre 1 milione di copie e diventa un classico del pop elettronico degli anni Novanta. Gli AIR diventano così tra i principali interpreti della rinascita della musica moderna francese, che da Parigi muove alla conquista del mondo.

Oltre agli album in studio, tra cui spiccano la colonna sonora di The Virgin Suicides (definito ironicamente dalla band come "The Dark Side Of Moon Safari"),10,000 Hz Legend e Talkie Walkie, il duo francese ha realizzato numerosi progetti speciali.

Nel 2011 hanno firmato la colonna sonora per la versione restaurata di Le Voyage Dans La Lune di Georges Méliès, presentata al Festival di Cannes del 2011; nel 2012 - nel 110° anniversario dell'uscita nelle sale del capolavoro del cineasta francese - pubblicano il relativo album; nel 2014 realizzano Music For Museum commissionatogli dal Palais de Beaux Arts di Lille per la colonna sonora della mostra Open Museum.

C'era grande attesa, ieri sera al Teatro Romano di Ostia Antica, nell'ambito del festival Il Mito e il Sogno 2017, per l'ultima data italiana degli AIR, dopo i concerti del 20 luglio al Sexto ’Nplugged Festival di Venezia e del 22 al festival di Zanne (CT), aperta dal godibile electro funky dei giovani e talentuosi Parcels, il cui singolo Overnight, prodotto dai Daft Punk, potrebbe diventare uno dei tormentoni di qualità dell'estate 2017. 

In una sorta di lounge party alieno, Nicolas Godin si è alternato alla chitarra acustica, al basso, alle tastiere e in un paio di brani canta attraverso il vocoder, mentre Jean-Benoît Dunckel ha un ruolo più defilato, ma non meno importante soprattutto nei cori, dietro ai sintetizzatori e al moog.

I due artisti sono accompagnati sul palco da una batteria e un’ulteriore postazione synth/tastiere, mentre dietro la band spiccano cinque pannelli riflettenti e tridimensionali che colorano e illuminano l’anfiteatro romano, rendendo ancora più suggestivo il loro viaggio indietro nel tempo, immortalato nella raccolta Twentyears, doppio disco pubblicato nel giugno 2016 in occasione del ventennale dal debutto della band, che attinge a piene mani da Talkie Walkie e Moon Safari, i due capolavori degli AIR.

Dopo la partenza d'atmosfera con il dream pop di Venus, con le loro voci angeliche che si sovrappongono alla Simon & Garfunkel, salgono i bpm nella psichedelica Don't be light, uno dei singoli di maggior successo da 10,000 Hz Legend, che rivela le evidenti connessioni del duo francesce con il sound dei primi Pink Floyd.

Remember, Talisman (da pelle d'oca) e Alpha Beta Gaga dal vivo sono perfino migliori che nell'album Talkie Walkie, mentre è di grande suggestione il tema strumentale di Playground Love dalla colonna sonora de Il giardino delle vergini suicide di Sofia Coppola, loro grande ammiratrice.

How Does It Make You Feel lancia la volata all'attesissima Kelly Watch the Stars, salutata dal boato del pubblico, e l'attesa è stata ampiamente ripagata da una sontuosa interpretazione del brano.

Dopo un'ora e dieci di set caratterizzato da un suono preciso, elegante e coinvolgente, grazie anche all'eccellente acustica del Teatro Romano, un miracolo di ingnegneria acustica,e a un volume finalmente adeguato a un concerto di musica elettronica, gli AIR guadagnano brevemente i camerini, prima di tornare per un bis da favola con l'emozionante Alone in Kyoto, che chi(come noi) ha amato Lost in translation conosce in ogni singola sfumatura, mentre sono immancabili le hit Sexy Boy, in cui è impossibile rimanere fermi al proprio posto, e le avvolgenti sonorità de La Femme d’Argent, due brani che, per molti dei presenti, evocano una pletora di ricordi.

Il Teatro Romano di Ostia Antica dopo un'ora e mezza di show impeccabile tributa una meritata standing ovation agli AIR, che accennano un inchino con la testa e si toccano il cuore, quasi stupiti da così tanto affetto.

Il pubblico guadagna lentamente l'uscita, attraversando le affascinanti vestigia romane sotto uno spettacolare cielo stellato, con ancora negli occhi e nelle orecchie uno spettacolo indimenticabile.

La scaletta degli AIR a Ostia Antica, 24 luglio 2017

Venus

Don't Be Light

Cherry Blossom Girl

J'ai dormi sous l'eau

Remember

Playground Love

People in the City

Radian

Alpha Beta Gaga

Run

Talisman

How Does It Make You Feel?

Kelly Watch the Stars

Encore:
Alone in Kyoto

Sexy Boy

La Femme d'Argent

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