Musica

Earth Wind & Fire: la recensione di Now, Then & Forever

Inediti, remake di classici e un duetto con Mario Biondi

Earth Wind & Fire (ufficio stampa)

Descrivere il sound degli Earth Wind & Fire non è di certo un’impresa facile, è una sapiente miscela tra funky, soul e jazz a cavallo tra la disco e il pop. E forse è proprio questo il segreto della band statunitense che in oltre 40 anni di carriera ha fatto ballare, innamorare e deliziare generazioni intere, sapendosi adattare ed evolversi pur rimanendo sempre fedeli al loro stile originale. Dopo 8 lunghissimi anni, la band di Chicago ritorna in tutto il suo splendore ed energia e lo fa in grande stile attraverso un doppio album Now, Then & Forever, uscito ieri, 10 settembre.

Il primo cd contiene dieci splendidi inediti mentre il secondo è formato da una raccolta di grandi classici pescati tra il prezioso patrimonio artistico della band e selezionati da altrettante stelle della black music attuale come Justin Timberlake, Pharrel e Will.I.Am solo per citarne un paio. In tipico stile Earth Wind, and Fire, le canzoni si alternano tra l'amore romantico e quella delicata sensualità di cui il gruppo è padrone.

L’apertura è affidata a Sign On, un bel funky che vede il ritorno del falsetto di Philip Bailey accompagnato dal basso di Verdine White che lo sostiene quasi a sottolineare il ritmo ma è con My Promise che iniziamo seriamente a battere il piede a tempo scuotendo lievemente la testa. Un tripudio di fiati, percussioni e armonizzazioni corali addolcite da qualche sapiente colpo di slap dato al basso che sembrava non aspettare altro.

Subito dopo troviamo Guiding Lights, atmosfere intime e avvolgenti che cullano e accarezzano chi ascolta, regalandoci quella sensualità tipica gli EW&F. L’evoluzione sonora della band statunitense continua in Belo Horizonte, una dolcissima bossanova in cui la chitarra acustica, protagonista del brano, sembra far l’amore con le percussioni, leggere e delicate. Splashes è forse il brano più interessante del disco, in cui le sperimentazioni sonore ricordano Bitches Brew, il capolavoro di Miles Davis. I suoni si disperdono lentamente, quasi evaporassero mentre la tromba snocciola note e fraseggi annacquati nel ritardo del delay, come se viaggiassero nello spazio.

L’unica nota dolente è Night of my life che pur avendo un buon groove è forse è un po’ troppo ripetitiva. Il secondo disco invece si apre con un classico del 1979, Can’t let go e scelto dal fondatore Maurice White e si chiude con un altro evergreen, Fantasy selezionato da Andre 3000. Capitolo a parte merita l’unico duetto dell’album in cui la band interpreta uno dei suoi più grandi successi, After the love has gone, che vede protagonista il nostro Mario Biondi. Il brano già in rotazione radiofonica da venerdi 6 settembre arricchisce ancora di più quest’album travolgente e carico di emozioni.

Earth Wind & Fire & Mario Biondi: After the love has gone

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