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Musica

Dai Righeira a "Despacito": perché ogni anno un tormentone latino?

Ogni estate porta con sé un'immancabile hit che sbanca le classifiche: studiata a tavolino secondo regole ben precise

Un nuovo record nella storia dell musica è stato scritto dal brano Despacito, la hit firmata da Luis Fonsi e Daddy Yankee. A sei mesi dall'uscita la canzone è diventata il brano più ascoltato della storia in streaming, riprodotto più di 4,6 miliardi di volte sulle piattaforme on line superando Justin Bieber che deteneva il primato con Sorry, fermo a 4,3 miliardi. 

La storia dei tormentoni latini

Despacito non è che l'ultima canzone tormentone dalle sonorità latine, brani studiati a tavolino con l'obiettivo di entrare nella testa di tutti grazie ad un motivetto semplice e cantabile. Da Vamos a La playa dei Rigueira è infatti iniziato un accordo non scritto tra il mondo della musica e quello degli ascoltatori, un sillogismo perfetto per il quale poche note, un testo in spagnolo e una cassa dritta (o reggaeton) possono sbancare i counter di Youtube. 

È l'incantesimo del pop latino, una curiosa tendenza della musica mondiale che non ha come "colpevoli" gli artisti più noti, come ad esempio Enrique Iglesias e Ricky Martin, bensì quelle chimere che durano un'estate e, senza sapere esattamente come, finiscono in tutte le radio e compilation.

Da AserejéVamos a Bailar di Paola e Chiara

Come dimenticare Aserejé delle Las Ketchup nell'estate 2002? Una naturale prosecuzione della Macarena, la coreografia fai da te che nel 1995 monopolizzò le playlist. In entrambi i casi sono tanto famosi i brani quanto sono diventati sconosciuti gli autori: le Las Ketchup sono sparite e dei Los del Rio in pochi hanno notizie.

Maledizioni musicali che nessuno sceglie ma che tutti si ritrovano a cantare: da Danza Kuduro di Don Omar e Lucenzo passando anche per il tentativo nostrano con Vamos a Bailar di Paola e Chiara nel 2000 fino alla più recente Sofia di Alvaro Soler. La lista è però lunghissima: dal Meneito a Mueve la Colita, da Candela a Papi Chulo, prefabbricati della musica che sono entrati forzatamente nelle nostre case.

Perché i tormentoni latini funzionano così tanto? 

La risposta a questa domanda si può solo ipotizzare ma possiamo partire da dati concreti. Lo spagnolo è una delle lingue più parlate del pianeta (450 milioni di persone) e i ritornelli in spagnolo sono spesso associati al ballo, mini coreografie che rendono ancora più appetibile il pacchetto. L'arrivo della bella stagione coincide infatti con la voglia di cantare e ballare e le hit latine diventano il minimo comune denominatore musicale di chi ha voglia di divertirsi e di farlo sapere nel modo più commerciale possibile. 

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