Musica

Le rime del jihad

La storia del rapper tedesco che combatte insieme ai terroristi in Siria

La copertina dell'ultimo album di Deso Dogg, "Alle Augen Auf Mich" (2009)

I missili Tomahawk americani potrebbero colpire un rapper della vecchia scuola tedesca, che ora combatte in uno dei gruppi più estremisti del conflitto siriano, Jund al-Sham. Si fa chiamare Abu Talha al-Almani, ma prima di mettersi al servizio del jihad era noto come Deso Dogg e combatteva con le rime.

Nato nel 1975 dalla relazione tra una donna tedesca e un ghanese, ha iniziato a odiare gli Stati Uniti prima di sapere cosa fosse il rap. Gli insulti razzisti a scuola e la disciplina del patrigno – un soldato americano – a casa hanno caricato il futuro Deso Dogg di rabbia fin dai primi anni di scuola. Cinque anni in un centro per bambini difficili e un percorso di riabilitazione in Namibia non sarebbero serviti a niente. La Thai boxe gli aveva dato una buona stazza, i figli di immigrati che incontrava per le strade di Berlino gli avevano dato una nuova identità, l'hip hop gli aveva dato una strada.

 

La carriera come Deso Dogg prometteva bene. L’hip hop può dare soddisfazioni se hai una certa dose di cattiveria, una storia difficile alle spalle e un ottimo flow. Le guerre in Afghanistan e Iraq lo stavano facendo allontanare da casa, dove non faceva che litigare col patrigno americano. Ad accoglierlo ci avrebbe pensato l’islam radicale, a cui si sarebbe convertito, dopo un incidente, nel 2010. Addio Deso Dogg, era nato Denis Mamadou Cuspert.

La parlantina da rapper gli era tornata utile anche negli anni da predicatore. Chiamato a indottrinare giovani in giro per la Germania, l’ex Deso Dogg ha ispirato alcuni attacchi jihadisti, come quello che era costato la vita a due piloti americani all’aeroporto di Francoforte, nel 2011. Per la polizia tedesca, l’ex rapper di Berlino era diventato come il grande ispiratore dell’odio jihadista su Internet, l’americano (fuggito in Yemen) Anwar al-Awlaki.

Il giornalista del New York Times che va a intervistarlo scrive: “La sua segreteria telefonica dice: ‘Il martirio è la cosa più bella’”. Messo alle strette dalla polizia, l’ex rapper scappa in Egitto, per poi passare in Siria. Nei giorni scorsi sono stati pubblicati dei video di lui tra le fila di chi combatte contro il regime di Bashar el Assad. Anche qui usa più le rime che il fucile: compone inni jihadisti, che poi fa circolare su YouTube. In fin dei conti, il nashid, il canto libero a cappella, non dista troppo dal rap. La sua “hit” è un brano in cui dice che “la Repubblica federale tedesca è una zona di guerra”.

Un video dell'ex rapper Deso Dogg, con il nuovo nome d'arte Abu Talha al-Almani:

© Riproduzione Riservata

Commenti