Il pop non è una parolaccia, qualora venga declinato con gusto, sensibilità e qualità, e non c’è dubbio che i Coldplay siano oggi la pop band numero uno al mondo.

La conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, è arrivata ieri sera allo Stadio San Siro di Milano, dove 58.000 spettatori(altrettanti sono attesi stasera per la seconda data)hanno cantato, ballato e si sono emozionati per oltre due ore di show perfetto in ogni minimo dettaglio, ma anche caldo e coinvolgente come se fosse una data zero e non uno spettacolo ormai rodato.

Dolci e poetici, ermetici nei testi quanto accessibili nelle sonorità, i Coldplay incarnano le rock star della porta accanto, che piacciono in egual misura alle ventenni e alle loro mamme.

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In sette album il quartetto inglese, che combatte ad armi pari con U2, Muse e Radiohead la gara per il maggior numero di spettatori nei concerti,  ha sfornato hit a ripetizione, e non poteva fare eccezione il policoromo A Head Full Of Dreams, con ospiti del calibro di Beyoncé, Brian Eno e Noel Gallagher, che ha venduto oltre 5 milioni di copie, un’enormità, ai tempi della musica liquida dello streaming.

Chris Martin è un frontman atipico, che non ha nulla della sfrontatezza un po’ guascona di un Mick Jagger o di un Roger Daltrey. Bello, colto, educato, ironico, amante dell’arte, democratico non solo dal punto di vista politico, ma anche pratico: i proventi dai diritti d'autore dei Coldplay vengono ripartiti in parti uguali tra i quattro elementi del gruppo, uno dei segreti della loro coesione.

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La voce di Maria Callas e un countdown sul megaschermo danno il via alle 21.20 alla festa con A Head Full of Dreams, con la quale è fisicamente impossibile rimanere fermi.

Due brani fondamentali dei Colplay, Yellow e The scientist, suonata al piano da Chris Martin, dimostrano quanto sia ricco e sfaccettato il loro repertorio.

I fuochi d’artificio, i braccialetti luminosi e il palco che cambia colore in continuazione, i coriandoli e i megaschermi colpiscono gli occhi, mentre il pop costruito con perizia artigianale dai Colplay colpisce direttamente il cuore degli spettatori, che si fanno portare con mano attraverso una scaletta-greatest hits che alterna intime ballad e a irresistibili inni pop-dance, che immancabilmente si chiudono con un coro da cantare a pieni polmoni.

La recensione di Kaleidoscope

Martin interrompe Charlie Brown per richiamare il pubblico, quasi nascosto dietro ai 5 pollici dello smartphone, a lasciar stare per qualche minuto l’onnipresente feticcio tecnologico per concentrarsi solo sulla musica: "Per una canzone, niente telefonini: solo noi e voi 60.000. Facciamo tremare lo stadio”. Obiettivo raggiunto, con San Siro attraversato da una scossa tellurica di entusiasmo quasi primordiale.

Una delle canzoni che meglio riassume l’anima del quartetto inglese è Paradise, che inizia come un brano rock e finisce come un pezzo edm, convincendo in entrambe le versioni.

Il concerto termina con l’ecumenica Up & up, dove ai cori arrivano Moses e Apple, i figli che Chris Martin ha avuto dall’attrice Gwyneth Paltrow, presente anche lei ieri sera in tribuna a San Siro, con la quale si è separato consensualmente, rimanendo in ottimi rapporti.

Il mondo Coldplay è così: gentile, colorato, in fondo innocuo, ma tremendamente coinvolgente.

SCALETTA COLDPLAY SAN SIRO 2017

INTRO (O mio babbino caro)

1.A Head Full of Dreams

2.Yellow

3.Every Teardrop Is a Waterfall

4.The Scientist

5.God Put a Smile Upon Your Face

6.Paradise

7.Always in My Head

8.Magic

9.Everglow

10.Clocks

11.A Hopeful Transmission

12.Charlie Brown

13.Hymn for the Weekend

14.Fix You

15.Viva la Vida

16.Adventure of a Lifetime

17.Amazing Grace

18.In My Place/Don’t look back in anger

19.Don’t Panic

20.Us Against the World

21.Something Just Like This

22.A Sky Full of Stars

23.Up&Up

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