In queste ore, in tutto il mondo, sono migliaia gli artisti che durante le loro esibizioni rendono omaggio al mito del rock and roll: Chuck Berry, scomparso a 90 anni. Molti lo fanno suonando in concerto Johnny B. Goode.

Il leggendario brano scritto e inciso da Berry nel 1958, è una delle canzoni più famose di sempre. Johnny B. Goode è stato anche uno dei primi pezzi a mettere d'accordo l'audience black e quella white negli Stati Uniti.

Infatti, ebbe successo sia nelle classifiche R&B (secondo posto), sia nella Top 100 generalista dove raggiunse l'ottava posizione. L'hit venne poi inclusa nell' album-greatest hits del 1959, Chuck Berry is on Top.

Johnny B. Goode parla di un ragazzo semplice e senza prospettive che vive nel "Deep South" degli Stati Uniti. Un giorno, la mamma gli dice che diventerà il leader di una grande band...

Nel corso dei decenni Berry ha ammesso che la canzone contiene qualche elemento autobiografico e che, nella prima stesura, il "country boy" era in realtà un "coloured boy". Nel testo definitivo venne poi scelta la versione "country boy" per eliminare un ostacolo al potenziale airpley radiofonico.

Johnny B. Goode venne incisa nel 1958 da questo quartetto: Chuck Berry, voce e chitarre; Lafayette Leake, piano; Willie Dixon, basso; Fred Below, batteria. Il brano è stato prodotto da Leonard e Phil Chess, i fondatori dell'etichetta Chess Records di Chicago.

La canzone è tornata in auge nel 1973 all'interno della colonna sonora di American Graffitti. Nel 1986, Chuck Berry ha fatto il suo ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame.

Qui sotto, una versione del classico con Bruce Springsteen e la E Street Band. Era il 1995...

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