Musica

Le 70 canzoni delle Olimpiadi di Londra 2012: tutti i brani della cerimonia d'apertura

Una carrellata tra i capolavori più belli della storia della musica inglese, scelti da Rick Smith degli Underworld nella serata evento del 27 luglio 2012. Sì alle Sugababes, no alle Spice Girls. Sì a Emeli Sandé, no a George Michael

Sugababes nella formazione del 2005 - Credits: Kika Press

Sugababes nella formazione del 2005 - Credits: Kika Press – Credits: Credits: Kika Press

Venerdì 27 luglio hanno avuto inizio le nuove Olimpiadi. Nella cerimonia di apertura di Londra 2012 a parte la fiaccola olimpica, a fare notizia è stata la musica. Abbiamo deciso di ripercorrere con voi i brani salienti dell'evento realizzato da Danny Boyle.

Anche perché, con tutta quella confusione, tra ballerini, luci e un commento dell'evento piuttosto pressante, qualcosa ci siamo persi di certo. Un modo, peraltro, per scoprire quanti artisti mancavano all'appello (George Michael, Spice Girls, The Cure in primis).

Ma era davvero possibile accontentare tutti?

Nella prima parte, la cerimonia è iniziata con due brani classici della cultura inglese: "Eton Boating Song" e "Land of Hope and Glory". Pochi istanti, ed è subito rock. Primo tuffo negli anni '80 con i The Jam e "Going Underground", il brano che con il grande Paul Weller diede grande successo alla band. Un classico segue l'altro. Con un balzo nel 2007, si celebrano immediatamente i Muse con uno dei singoli più intriganti di "Black Holes and Revelation". È solo l'inizio.

Pochi secondi dopo arriva "God Save The Queen" dei Sex Pistols (canzone colonna sonora anche del Giubileo della Regina Elisabetta II) e da qui comincia la scalata tra le più grandi icone del rock con dei brani immancabili. "London Calling" dei The Clash (1979). Sorvolando sugli strumentali, ci avviciniamo al momento in cui la Regina diventa protagonista nella missione di James Bond, anticipato dalla storica colonna sonora di Monty Norman con l'attore agente "007" Daniel Craig.

Molti di voi si sono soffermati con attenzione su una colonna sonora che assomigliava molto al tema principale del film "Profondo Rosso". Ecco: la realtà è che il brano è di Mike Oldfield (si intitola "Tubular Bells") e già moltissimi anni fa si è parlato di plagio. Molti di voi avranno riconosciuto, durante la corsa sulla spiaggia di Mr.Bean, la super famosa colonna sonora di "Momenti di gloria". È una torta piena di gusti musicali differenti, ricca di curiosità.

Siamo alla seconda parte dello show, introdotta (a sorpresa) da "Push the Button" del trio Sugababes del 2005. Una scelta, per molti italiani, discutibile. E da qui una sfilza di classici inaugurati da "Enola Gay" degli OMD, nella sezione dedicata ai bambini (dall'omaggio alla Sanità agli "incubi"). Tutto parte da "Food Glorious Food" dritto dal musical "Oliver" della fine anni '60. Il juke box è letteralmente impazzito: il brano successivo è "When I Was a Youngster" di Rizzle Kicks (2011), per poi ritornare indietro a Eric Clapton con "Wonderful Tonight". La selezione è evidentemente tematica.  

Dopo il classico dance anni '80 "City Lights" di William Pitt, è il turno di "My Generation" dei The Who e "Satisfaction" dei Rolling Stones. Chi di voi non ricorda il momento in cui i ballerini si sono scatenati al richiamo della bellissima "My boy lollipop" di Millie Small? Gli amanti del rock saranno impazziti di piacere ascoltando "Alla day and of the night" (anni '60) e i Beatles con l'intramontabile "She loves you" e la scatenatissima "Tiger Feet" dei Mud, ora è tempo di rock'n'roll.

Led Zeppelin con "Trampled Under Foot, The Specials con "A message to you Rudy", David Bowie con "Starman", Queen con "Bohemian Rapsody", Sex Pistols "Pretty vacant", Duran Duran con "The Reflex" e i New Order ("Blue Monday"). Mancava davvero qualcosa? Le più grandi icone, erano lì. Sono pietre miliari della musica inglese che parlano da sole.

Siamo arrivati alla terza parte dello show e al percorso musicale ballato dal foltissimo gruppo di giovani. Una storia, musical, che racconta di un amore, in una macchina del tempo da ieri a oggi. Analizziamo i brani collocandoli nel loro anno di pubblicazione. Partiamo dall'83 con la stupenda "Relax" dei Frankie Goes To Hollywood, il classico r'n'b dalle splendide voci degli Soul II Soul con "Back to Life" (1988).

Salto negli anni '90 con "Step On" degli Happy Mondays, subito prima di un brano assolutamente immancabile se si parla di grande musica inglese, "Sweet Dreams" degli Eurythmics (1983). È del 1997 "Bittersweet symphony" dei The Verve, mentre la trasgressiva "Firestarter" imperversa negli stessi anni con la sua carica rock elettronica. Ricordate le immagini trasmesse sugli schermi del film cult "Trainspotting"? "Born Slippy" degli Underworld.

Siamo ancora nel 1997, quando i Blur, con alle spalle quasi 10 anni di carriera e quattro album, tornano al successo planetario con "Song 2". Molto discussa è stata la presenza in stadio di Dizzee Rascal con "Bonkers", con una hit del 2009, seguita dalla geniale "Nachna Onda Nei" remix dei Tigerstyle di "Billie Jean" di Micheal Jackson con "Under Pressure" dei Queen and David Bowie, un remix speciale.

E arriviamo al rock/pop di nuova generazione, quello degli Arctic Monkeys "I bet you look Good on the Dancefloor" e l'inevitabile omaggio a Amy Winehouse in uno dei brani più amati dal pubblico inglese, "Valerie". Piccolo salto a inizio anni '90 con "Creep" dei Radiohead, ci avviciniamo alle battute finali della sezione dello spettacolo, seguita dalla recente "Uprising" dei Muse (e siamo a due brani per loro).

Il segmento viene chiuso dalle contemporanee "Random Antics" di Kano & Mikey J, "Pass Out" di Tinie Tempah, la mitica "Paper Planes" di MIA e il nuovo classico "Viva la vida" dei Coldplay. Il cerchio viene (quasi) chiuso da "Galvanize" dei Chemical Brothers. Ci avviciniamo al momento dell'ingresso delle nazioni, anticipato dal memoriale agli scomparsi nei bombardamenti del 2005 a Londra, avvenuti il giorno dopo l'annuncio della città come sede Olimpica (il segmento non è stato trasmesso negli Stati Uniti, con notevoli polemiche).

Al momento ci si è avvicinati con Franz Ferdinand e la sua mitica "Take me out", seguita da "I predict a riot" dei Kaiser Chief dello stesso anno. La scaletta di brani continua con gli "Shake a Leg" dei Roll Deep, di cui ha fatto parte Dizee Rascal, di nuovo sul palco dello spettacolo. I toni si iniziano a placare, prima con Adele e "Rolling in the deep" e un doppio brano degli Oasis, "The Hindu Times" e l'intramontabile "Wonderwall".

Per l'omaggio sopracitato, è la voce di Emeli Sandé (anche lei, molto discussa per la sua esibizione non eccellente) che si è introdotta con "Heaven", per poi cantare "Abide with Me" di William Monk e Henry Francis. Fuochi d'artificio, è tempo di Pink Floyd, seguiti da due dei più grandi classici dei The Beatles "The End" e "Hey Jude" cantante da Paul McCartney (con questo, sono a un totale di tre brani, e su questo non c'è nulla su cui discutere).

Tra i brani di maggior spicco durante la fase di chiusura della cerimonia, "Heroes" e "Absolute Beginners" di David Bowie, "Stayin' Alive" dei Bee Gees,  "Where the Streets Have No Name" e "Beautiful Day" degli U2 e molte altre. Una playlist, decisa tutta dal direttore musicale Rick Smith (membro degli Underworld), da far girare la testa. Se ci sono problemi, è molto strano. Ma in caso, prendetevela con lui.

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