Musica

Piacere, Bruno Mars, sono il nuovo Michael Jackson

"Ho debuttato a 5 anni come clone di Elvis Presley" racconta la popstar che non ha paura dei confronti impegnativi

"Se parliamo di talento, Bruno Mars ne ha più di tutti: la voce, l’elasticità della danza, la confidenza con il palco. L’impronta è quella di Michael Jackson". L’endorsement più importante per Peter Gene Hernandez (il vero nome di Bruno Mars) arriva da Mark Ronson, talent scout e produttore dei best-seller di Amy Winehouse. C’è lui dietro il sound di Unothodox jukebox, il nuovo disco (dal 10 dicembre) del vocalist delle Hawaii, 27 anni, 45 milioni di singoli venduti e un Grammy award. Come Jackson, Bruno è cresciuto sul palco con una manciata di parenti, incluso il padre batterista.

"Ho debuttato a 5 anni come clone di Elvis Presley" racconta Mars. "Ero il vocalist di una tribute band composta solo da membri della mia famiglia. Cinque sere alla settimana in un hotel di Las Vegas: tutina blu aderente tempestata di brillantini, cinturone bianco alla vita, stivaletti leopardati e pettinatura a banana. Nei panni di mini Elvis mi hanno voluto per un cameo nel film Honeymoon in Vegas con Nicolas Cage e Sarah Jessica Parker".

Altri tempi, oggi Peter Gene Hernandez, nel frattempo diventato Bruno Mars, in omaggio a Bruno Sanmartino, il wrestler italoamericano per cui tifava tutta la sua famiglia, è una popstar fatta e finita. Che non ha paura dei confronti impegnativi. "Dicono che nel mio nuovo singolo, Locked out of heaven, si senta forte l’eco dei Police. E che cosa dovrei fare, dire che non è vero? C’è forse un artista che può prescindere da un genio come Sting? O che può fare finta che i Led Zeppelin, i Queen o Stevie Wonder non siano mai esistiti? Devo chiedere il permesso per ispirarmi ai più grandi musicisti della storia?".

Ce l’ha con i discografici che non hanno mai capito Mars. Ovvero quelli della Motown, il colosso discografico della black music. "Mi hanno messo sotto contratto e poi mi hanno scaricato dicendo che non avevo personalità. Non è bello a 19 anni presentarsi come quello lasciato a piedi dalla Motown" rievoca. "Acqua passata, adesso compongo e canto quello che voglio. E se mi invitano in tv a rifare Smooth criminal di Michael Jackson (di recente al "Saturday Night Live", ndr) ci vado senza paura. Non si può puntare al podio senza confrontarsi con i più grandi. Io ho cominciato da Elvis".

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