Musica

Beatles, il ritorno di Magical Mistery Tour

Torna al cinema il film girato nel 1967 dai quattro di Liverpool. Allora fu un fiasco, oggi è un cult movie da riscoprire. Ecco perché...

Beatles (Olycom)

«Al mondo saranno 100 le persone che capiscono la nostra musica». Lo disse una volta John Lennon: era esasperato dalle interpretazioni assurde (secondo lui, s'intende) che la critica dava delle canzoni dei Beatles. Di certo non era un tipo conciliante, ma non aveva tutti i torti: sui quattro di Liverpool è stato detto veramente di tutto. Non ci credete? Ecco cosa scriveva il settimanale Radiocorriere TV alla fine del 1963, quando dopo il boom oltre Manica arrivarono anche in Italia i i primi 45 giri del gruppo: «L'impressione è che non abbiamo inventato nulla di nuovo, ma calchino piuttosto le orme di Peppino di Capri e i Rockers. Avranno successo anche da noi? Non è facile dirlo...».

Okay, qui siamo alla mitologia, ma in generale l'opera dei Beatles (come del resto quella di moltissime altre star della musica) ha sempre diviso. Su una cosa sola le reazioni sono state unanimi: il film Magical Mistery Tour, girato nel 1967 e trasmesso in Inghilterra dalla BBC il 26 dicembre dello stesso anno.

A differenza dell'album omonimo, a cui arrise un successo strepitoso, il lungometraggio rappresenta l'unico fiasco solenne e inequivocabile nella storia della band. Sbriciolato dalla stampa al completo, fece francamente schifo anche al pubblico, al punto che la rete americana ABC, che aveva opzionato la pellicola a scatola chiusa, visti i risultati in patria ne cancellò la programmazione negli Usa, dove nessuno ebbe cuore di mandarla in onda fino al 1976.

Con queste premesse, potrebbe stupire il fatto che, 45 anni dopo, il film non solo venga riproposto in versione home video (le nuove edizioni dvd e blu-ray sarano nei negozi dal 9 ottobre), ma sia anche protagonista di un vero e proprio happening mondiale. Il 26 settembre, infatti, per un solo giorno, verrà proiettato in versione restaurata nei cinema italiani (trovate l'elenco delle sale su www.nexodigital.it) e in molti altri Paesi del mondo, tra cui Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone. Un evento che di certo smuoverà ovunque le armate dei fan, ma potrebbe (e dovrebbe) stuzzicare la curiosità anche di chi sa poco o nulla di questo strampalato e suggestivo progetto.

A volerlo fu Paul McCartney, che secondo la leggenda lo concepì durante un volo intercontinentale. Per la band era il momento di maggior fulgore: l'impatto di album come Revolver e Sgt.Pepper's Lonely Hearts Club Band era stato enorme, e di lì a poco sarebbe seguito Magical Mistery Tour, ultimo tassello di una trilogia che, secondo molti, ha avuto un ruolo chiave nel trasformare il pop in arte vera e propria. Macca sentiva però il bisogno di creare qualcosa di nuovo e importante, che catalizzasse subito l'attenzione sua e dei colleghi; chissà, forse percepiva in nuce le tensioni che di lì a qualche anno avrebbero spaccato il giocattolo.

C'era poi un altro motivo più tecnico: le composizioni del gruppo erano diventate sempre più raffinate, frutto di un meticoloso lavoro in studio che era praticamente impossibile replicare dal vivo. A quel punto, l'unica alternativa per raggiungere un pubblico vasto era presentarle in tv. Lo spunto per album e film furono i mistery tour, una moda molto popolare nella working class britannica in quel periodo: i partecipanti partivano a bordo di un torpedone, senza però sapere la loro destinazione. Una sorta di gita a sorpresa, folkloristica e a buon mercato, che prese piede in men che non si dica.

Sul coloratissimo bus dei Beatles, al posto dei villeggianti, presero posto (oltre ai Fab Four) amici parenti e attori, non sempre a loro agio nel seguire un copione che di fatto non c'era. I 55 minuti del lungometraggio, infatti, mixano senza soluzione di continuità sogni, gag, riprese panoramiche ed esecuzioni di brani che, per quanto bellissimi, non bastano a mettere ordine in un plot davvero eteogeneo. Se a questo aggiungiamo che John e George Harrison non erano particolarmente entusiasti dell'idea, e appaiono di conseguenza alquanto svogliati, il quadro è completo.

Anzi, quasi, perché per quanto incredibile possa sembrare, la BBC decise di mandare in onda il film sul primo canale, rigorosamente in bianco e nero. Per un progetto che faceva del colore uno dei punti di forza, questa scelta rappresentò il colpo di grazia. Ringo Starr in persona andò in video per protestare, e per tutta risposta la TV inglese decise di riproporre il film poco tempo dopo e su un altro canale, stavolta a colori. Ormai però era tardi: il passapaola negativo aveva dilagato, e gli ascolti furono miseri.

Oggi è chiaro a tutti che Magical Mistery Tour era un divertissement amatoriale, ma il suo tono allora parve supponente, allusivo  e provocatorio. Proprio quello che i nemici dei baronetti aspettavano per scatenare una nuova offensiva contro di loro. «Eravamo arrivati troppo in alto, morivano dalla voglia di vederci cadere», commentò il produttore George Martin. Se qualcuno si illudeva di intonare il de profundis, però, rimase deluso: l'album omonimo, uscito più o meno contemporaneamente al film, spopolò ovunque, e la stella dei Beatles riprese a brillare più di prima. Di quelle settimane convulse, come del resto della Beatles Story, oggi resta più che altro tanta nostalgia: John e  George non ci sono più, Paul ha appena compiuto 70 anni e Ringo addirittura 72.

Quello che hanno fatto non fa parte della storia della musica, ma della storia e basta, e non è certo da oggi che il giudizio su Magical Mistery Tour si è fatto più bonario. Merito anche di Steven Spielberg, che ha raccontato più volte di aver studiato quel buffo documentario musicale alla scuola di cinema.. È un buon motivo per rivederlo? Direi proprio di sì. Prima di tutto perché è l'unica occasione per vedere John Lennon mentre canta I Am The Walrus, il punto più alto della sua produzione beatlesiana. E che dire dei quattro baronetti che, impeccabili nei loro frac bianchi, scendono le scale intonando Your Mother Should Know? Insomma, all'epoca Magical Mistery Tour poteva sembrare una presa in giro, oggi è solo un documento surreale e spiritoso che riporta a uno dei momenti d'oro della musica e del costume. Sono discorsi da dinosauri? Può darsi, ma io il 26 vado al cinema. E voi?

Beatles: Magical Mistery Tour

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