Musica

Anastacia torna con "Resurrection" - La recensione

Esce il sesto album in studio della vocalist americana 

La cover di Resurrection – Credits: Spingo

Trenta milioni di album venduti sono la misura del successo mondiale di Anastacia giunta al sesto album in studio. Resurrection, dal punto di vista sonoro è coerente con tutta la produzione precedente: pop, r&b e soul sono gli ingredienti di una formula che non ha mai smesso di funzionare. 

Il segreto di Anastacia sta tutto in una voce potente quanto intensa che non banalizza le canzoni del suo repertorio. Un aspetto che risulta evidente già dal biglietto da visita del disco, l'iniziale Staring at the sun (L''album è disponibile da oggi anche in edicola con Tv Sorrisi e Canzoni e Tu Style a 15,90 euro in più). 

Tra gli up tempo meglio riusciti c'è il singolo Stupid Little Things, un pezzo dall'enorme potenziale radiofonico. L'altra faccia del sound della vocalist di Chicago sono le ballad, uno dei punti fermi del suo repertorio. Fa subito centro I don't want to be the one, ma non è da meno Lifeline. Pezzi lenti, ma non vacui o banali. Al di là dell'ottimo bagaglio tecnico, Anastacia ha dalla sua una grande capacità di interpretazione. Che emerge prepotentemente in pezzi come Pendulum e Stay. Un ottimo ritorno. 
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