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#hiphopanorama – Amir: 'Vi presento il mixtape Red Carpet Invasion'

L'artista hip hop romano svela i progetti della sua nuova etichetta discografica regalando in esclusiva a Panorama il mixtape "Red Carpet Invasion 1"

Amir (foto Matteo Montagna)

La città è Roma, il nome Amir. Un artista che nel mondo dell’hip hop italiano conta un’esperienza ventennale e che dopo il percorso con il collettivo Rome Zoo e la pubblicazione di diversi album, da “Uomo di prestigio” al più recente “Grandezza naturale”, ha scelto di continuare il suo cammino su un tappeto rosso. “Red Carpet Music” è infatti il nome della sua neonata label, un’etichetta indipendente che punta a valorizzare nomi nuovi e collaudati del circuito underground italiano. In esclusiva per Panorama.it ecco la presentazione del progetto e il link (alla fine dell'intervista) per scaricare gratuitamente “Red Carpet Invasion 1”, mixtape che raccoglie i primi brani prodotti dall’etichetta e l’anthem esclusivo “Red Carpet Boys”.  

Come nasce il progetto Red Carpet Music?

Fin da quando ho iniziato ad ascoltare hip hop sono sempre rimasto affascinato dalle etichette indipendenti che venivano poi distribuite dalle major. Nella cultura hip hop americana realtà come la Def Jam e la Aftermath davano risalto a progetti che venivano affiancati dalle grandi etichette per la distribuzione. Ho sempre avuto in mente un’idea simile ma bisognava aspettare il momento giusto per metterla in atto. In Italia l’hip hop sta vivendo un momento davvero produttivo e tanti artisti del genere hanno capito che si può restare indipendenti con una propria label grazie ad un mercato sempre in crescita. Ecco perché ho fondato Red Carpet Music.

Come sono stati scelti gli artisti che fanno parte del team di Red Carpet Music?

Innanzitutto è opportuno sottolineare che io sono prima di tutto un fan dei miei artisti. Ho scelto persone con la voglia di caratterizzare la propria musica e i propri obiettivi, con interessi comuni e un background già importante alle spalle. Alcune etichette indipendenti hanno scelto artisti che tra di loro hanno poco a che fare, a me piacerebbe invece uniformare tutto il progetto artistico sotto un unico modus operandi. Mi piacerebbe sentir parlare di un vero e proprio “suono da Red Carpet Music”.

Ci presenti la squadra di Red Carpet Music e i progetti che ci sono in cantiere?

Il primo disco ad uscire sarà quello di Montenero, previsto per gennaio. Verrà anticipato da un video con Vincenzo da Via Anfossi che tratta una tematica molto forte: la storia dei principali omicidi italiani degli ultimi vent’anni. Montenero è riconosciuto come uno dei rapper più veri della scena italiana, capace di raccontare la strada e le sue storie come pochi altri. Nel nuovo disco sono sicuro che sorprenderà tutti, ci sono brani davvero toccanti con un alto livello tecnico. A febbraio toccherà invece a Killa Cali, artista completo che dopo una serie di prodotti improntati sul tema militante continuerà a proporre il suo stile pur presentando un approccio rinnovato, con ritornelli cantati da lui stesso e tematiche più intime e coinvolgenti. Abbiamo anche Uzi Junkana che sta lavorando al nuovo disco ed è il portavoce di una scena in continua ascesa come quella sarda. La sua caratteristica principale è la tecnica e la velocità del suo rap, credo sia uno dei migliori in Italia in questo genere insieme a Gemitaiz. Abbiamo studiato insieme come migliorare il suo stile e affiancarlo a scelte più funzionali per la sua crescita, sono sicuro che stupirà. Poi c’è Sace che ha 17 anni ed è già un vero talento. L’ho conosciuto quando ne aveva 15 ad un laboratorio di scrittura creativa. Mi sono subito accorto delle sue capacità e stimo molto la sua serietà e il suo approccio al lavoro. Stiamo preparando un progetto insieme e ha già iniziato a scrivere su produzioni importanti: Bassi Maestro, Shocca e Big Joe sono solo alcuni esempi. Alessandro Ray lo conosco da tanto tempo, riferimento dell’underground, musicista che ha fatto parte di band storiche come i Growing Concern. fonderemo la sua splendida voce a produzioni a metà strada tra il pop e l’hip hop, ma non stiamo parlando di R&B. Infine c’è G-Romano che oltre ad essere mio socio, è un beatmaker di talento e mi aiuta a gestire gli artisti di Red Carpet Music in fase di registrazione e realizzazione dei prodotti.

Hai già qualche altro artista sott'occhio? Quali sono le caratteristiche in base alle quali stai scegliendo i membri della tua etichetta?

Per adesso abbiamo impostato Red Carpet Music come un progetto d’élite. Abbiamo scelto gli artisti su cui puntare e vogliamo concentrarci sui lavori in uscita. Ci vengono proposti tanti prodotti di ragazzini che si vogliono mettere in luce ma ritengo che adesso ci sia più voglia di farsi vedere che di imparare. Si cercano le visite su youtube, il consenso del pubblico e la ricerca del posto in classifica quando le vere soddisfazioni sono altre, per esempio un collega che ti fa i complimenti. C’è troppa ansia di produrre a prescindere e poca voglia di imparare a fare musica bene.

Red Carpet Music non è l'unica etichetta indipendente nata in Italia nell'ultimo periodo. In questa golden age dell'hip hop italiano sono in tante le realtà che puntano ad espandersi in proprio. A tuo modo di vedere quali sono i requisiti per far emergere un progetto indipendente?

Nell’ultimo periodo ho notato tantissime nuove etichette indipendenti nascere sotto la guida di artisti quasi sconosciuti. Questo non ha molto senso perché un progetto discografico può diventare funzionale solo se alla spalle ha artisti affermati e di esperienza nel settore, capaci di consigliare, trascinare, valutare e prendere decisioni. Il punto forte di un progetto indipendente può essere sicuramente la cura dei particolari e la capacità di collocare i prodotti in un ambiente che si conosce. La mia esperienza in major, nel 2006, mi ha insegnato anche questo: ho avuto a che fare con professionisti che fino a poche settimane prima avevano lavorato con prodotti pop, sapevano che potevo essere vendibile come artista ma non avevano idee chiare su come propormi, questo ha portato a diversi errori ma mi ha permesso anche di maturare.

Molti ragazzi si stanno avvicinando all'hip hop grazie al mainstream. Quel che manca è forse più chiarezza sulla differenza tra il genere musicale e la cultura. Che cosa è per te l'hip hop?

Il mio approccio alla cultura hip hop è come quello alla religione. Io ho il mio punto di vista e non giudico quello degli altri. Non sono d’accordo con chi se la prende con i ragazzini che non hanno una cultura storica sull’hip hop, credo faccia parte di un percorso che richiede del tempo. Io stesso negli anni ’90 ascoltavo musica degli anni ’90 e solo dopo mi sono incuriosito e fatto un’idea su quella del passato. Molti ragazzi di oggi non sanno la storia del movimento che c’è dietro alle canzoni e alle canzoncine, ma non per questo mi sento di fare il bacchettone. Credo sia un percorso naturale e soggettivo, inoltre adesso che il rap è tra le musiche più commerciali si fa un sacco di confusione. Il rap non è sinonimo di hip hop, questo è il primo punto di partenza da cui non si può prescindere.

Presentaci il mixtape “Red Carpet Invasion” che da oggi sarà scaricabile in esclusiva a questo link

E’ stato un progetto che ci ha impegnato molto. Si tratta di dieci brani che abbiamo messo in freedownload ogni lunedì sul sito www.redcarpetmusic.it . Inoltre abbiamo aggiunto un anthem dell’etichetta, un brano dove sono presenti tutti gli artisti della label. Il beat è stato prodotto da G-Romano in collaborazione con QD, un talentuoso beatmaker di cui sentirete parlare molto presto. In più ci sono collaborazioni come Fat Fat Corfunk, lo spagnolo Ochoa, G. Soave e Ibo Montecarlo. E’ il nostro ultimo lavoro, adesso ci prenderemo una pausa per poi tornare nel 2013 con tutti gli album in uscita. Ne vedrete delle belle…

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