Le nuove sonorità africane approdano nella capitale per la seconda edizione di Afropolitan, una rassegna musicale nata nell'ambito delle manifestazioni di Romaeuropa Festival. Si comincia giovedì con tre serate di musica da mondi nuovi, in una mini-antologia musicale che ha il sapore di una piccola galassia.

A cominciare dal nome della rassegna: Afropolitan. "Gli afropolitani", spiega il curatore Mauro Zanda, "sono artisti nati in Africa, ma cresciuti, anche artisticamente, nelle grandi metropoli internazionali, conservando, però, gelosamente le proprie origini culturali. Il termine è molto ampio: si tratta di una nuova figura sociale, ben inserita nei circuiti internazionali e capace di proporre un'elaborazione inedita. Qui lo decliniamo in ambito musicale, perché l'Africa è una fucina di suoni e ritmi nuovi, spiazzante e imprevedibile".

Tre gruppi per tre concerti rappresentano i nuovi linguaggi musicali di un continente. Si comincia con Pat Thomas, ganese di origine e figura chiave negli anni 60 e 70 per aver ripreso l'highlife, un genere che si presentava come rivisitazione in chiafe afro delle orchestre da ballo europee, in voga nell'alta società del Gana. Insieme alla sua Kwashibu Area Band, composta da Kwame Yeboah (Cat Stevens) e Ben Abarbanel-Wolff, Pat Thomas ripercorre quasi cinquant’anni di musica. Quelli contenuti nel nuovo album uscito per la Strut record, in un mix sapiente di nuovi arrangiamenti per chitarra e voce, afrobeat e sonorità afro-disco.

Venerdì è in cartellone l'esibizione dei Mbongwana Star, la band congolese rivelazione dell’anno. Arrivano da Kinshasa, due di loro facevano parte dello Staff Benda Bilili, un gruppo di musicisti di strada (si è sciolto nel 2013), quasi tutti paraplegici a causa della poliomielite contratta da bambini. I loro strumenti erano assemblati con materiali trovati nei rifiuti. Ma nel 2009 un produttore belga li scopre e li porta a suonare nei più importanti festival del pianeta. Al culmine del successo però la band si scioglie e due protagonisti di quell'esperienza si ritrovano insieme con l'obiettivo di "tirare fuori la magia dalla spazzatura". Sono Coco “ Yakala” e Theo “ zonza”, che mettono insieme i Mbongwana Star. Mbongwana significa “cambiamento”, che arriva puntuale con un produttore hip-hop irlandese, Doctor L (Liam Farrell), con cui, il 18 giugno scorso  hanno pubblicato il loro primo disco, “From Kinshasa”, un eclettico mix di musica punk, elettronica, psichedelica e rumba congolese. Ben premiato dalle riviste anglosassoni (per il Guardian sono 5 stelle).

A chiudere la minirassegna, ci saranno i BLK JKS, la band sudafricana che ha stregato tutti i grandi magazine specializzati del mondo (con tanto di copertina su Rolling Stone) per la sua anima pop e al contempo eclettica. Dopo  anni di silenzio interrotti solo dalla dall’apertura del concerto nello stadio di Johannesburg dei Foo Fighters  - per volontà di Dave Grohl -  i BLK JKS presentano in anteprima a Romaeuropa i brani del nuovissimo album di prossima uscita. Un live che, ancora una volta, promette di sovvertire, attraverso quel mood di matrice africana, gli stilemi dell’alternative rock. Un'anticipazione è in calendario a Milano giovedì sera al Diurno Elita e venerdì al Teatro del popolo di Colle Val d'Elsa (Siena).

Un assaggio da un pianeta, l'Africa, che sta vivendo una vera rinascita culturale. " Abbiamo selezionato nuovi linguaggi della musica africana", spiega il curatore, " in un luogo dove la tradizione è qualcosa di vivo, è un elemento quotidiano che si rinnova continuamente: non abita nei musei. Il Mali e il Congo sono le due fucine storiche della creatività in ambito musicale e oggi si confermano tali, ma è molto importante anche il Sudafrica per le sonorità elettroniche: è ormai un punto di riferimento internazionale".

Afropolitan / Romaeuropa Festival, Roma 29 al 31 ottobre, al Macro Testaccio La Pelanda Piazza Orazio Giustiniani, 4

Ora inizio concerti: 22.00

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