Micidiali riff di chitarre, ritmica serrata, voce aggressiva e tanta voglia di divertirsi.Questi, in sintesi, gli ingredienti del successo degli AC/DC, la band australiana più importante di sempre, che dal 1973 porta pervicacemente avanti la sua visione dionisiaca del rock and roll, senza cedere mai alle lusinghe di una power ballad da accendini nello stadio.

Non c’è praticamente un gruppo heavy metal o grunge che non debba qualcosa alla band fondata dai fratelli Young, che ha riportato l’hard rock alla selvaggia energia delle origini, proprio mentre il prog rock dilagava con le sue lunghe code strumentali all'insegna del freddo virtuosismo.

Adesso, però, c’è il serio rischio che l’epopea della band australiana sia prossima ai titoli di coda. Alle dolorose defezioni del chitarrista ritmico e cofondatore Malcolm Young per motivi di salute dopo 41 anni di militanza nella band , sostituito dal nipote Stevie, di Phil Rudd, ancora alle prese con i suoi guai giudiziari, rimpiazzato nel “Rock or Bust World Tour” da Chris Slade, batterista solido e dotato che ha già fatto parte del gruppo dal 1990 al 1994, e del cantante Brian Johnson che ha dovuto lasciare il palco per gravi problemi di udito, sostituito temporaneamente da Axl Rose, si aggiungerà alla fine del tour quella del bassista Cliff Williams, che milita negli AC/DC dal lontano 1977.

Resterebbe come unico membro originale Angus Young, che ieri, in un’intervista a Rolling Stone, ha ventilato per la prima volta un possibile addio alle scene.

Alla domanda sul futuro degli AC/DC, Angus ha risposto: “Ora come ora, non saprei. Siamo impegnati a concludere il tour. Chi può dire come mi sentirò dopo? Quando affermi ‘farò questo e farò quello’, è sempre piacevole alla fine poter dire ‘Ho fatto tutto quello che avevo promesso di fare’”.

Sulle defezioni di Williams e Johnson, Angus ha aggiunto: “Williams mi aveva detto che il 'Rock or bust' sarebbe stato il suo ultimo tour prima ancora di iniziare i concerti. Brian Johnson? Dopo ogni spettacolo che faceva aveva necessità di essere controllato e curato, stava diventando troppo difficile per lui".

E anche per i milioni di fan degli AC/DC, che potrebbero non vedere più all’opera una delle band più travolgenti e iconiche della storia del rock.

 

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