Rete di sicurezza, guida alla cybersecurity per imprenditori e manager
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"Rete di sicurezza, guida alla cybersecurity per imprenditori e manager". Una fondamentale guida-opuscolo elettronico a cura della giornalista Barbara Carfagna

Nell’attuale civiltà digitale il rischio di un attacco informatico è aumentato vertiginosamente in un tempo relativamente breve.
Pochi sanno che, nonostante un aumento degli investimenti sul settore della sicurezza informatica dell’8 per cento nell’arco dell’ultimo anno, si è registrato un incremento del 30per cento degli attacchi.

È sbagliato pensare che i cybercriminali puntino solamente ad eseguire attacchi in grande stile. Si può notare infatti come, a fianco di bersagli quali istituti governativi e bancari, siano sempre più oggetto di attacchi informatici anche Pmi e liberi professionisti come medici o commercialisti. La filosofia della sicurezza dunque deve essere rivista tenendo conto che nessuno può più considerarsi al sicuro se non prende le corrette precauzioni e non adotta un atteggiamento proattivo nei confronti della sicurezza informatica.

Anche il modello di cybercriminale moderno si è evoluto. Sempre più spesso si sente parlare ad esempio di cyber-hacktivisti: questi ultimi non perseguono come fine ultimo il guadagno economico, ma eseguono le loro azioni in risposta a ideali politici o religiosi e puntano dunque ad azioni che sono principalmente dimostrative (seppur anch’esse sono sovente causa di danni economici non indifferenti) e sono volte ad ottenere visibilità a livello di mezzi di stampa e di comunicazione.

L’obiettivo invece di chi esegue un attacco per fini economici non è direzionato verso grandi aziende o istituti governativi, ma proprio verso la piccola e media imprese e verso i liberi professionisti.

La minaccia si evolve con estrema velocità: la crescente mole di dati – raccolti in maniera massiva e riferiti a qualità personali, abitudini e stili di vita, preferenze di consumo – diviene un serio onere per l’impiego da parte di chi li detiene, ed allo stesso tempo rappresenta un obiettivo ambito ed altamente remunerativo per chi vuole impossessarsene illecitamente.

A quest’accelerazione esponenziale della minaccia si aggiunge ora anche il rischio terroristico.

Per una Pmi i rischi sono molteplici. I cyber attacchi possono sottrarre proprietà intellettuale (magari una PMI è specializzata, sa fare solo una cosa bene, e il segreto industriale può essere sottratto. Le spie che tramano nell’ombra del web mirano a ogni genere di informazioni: dai preventivi, all’elenco dei clienti, passando per dati personali, buste paga, business plan, elenco dei fornitori, dati di cassa, dati bancari ecc. E’ tutto sui PC, smartphone e tablet, e mantenerli “disconnessi” non basta.
Mettere in sicurezza i propri sistemi e formare il personale costa.
C’è bisogno di un sistema di incentivi fiscali per agevolare questo processo e il governo lo sa. Purtroppo però questo processo, ancora agli albori, è lungo, lunghissimo se confrontato con la velocità con cui la minaccia cyber evolve. Di conseguenza, è estremamente importante prendere precauzioni, investire in sicurezza, studiare, prima che sia troppo tardi.

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