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Poltrone inutili: vogliamo tagliarne qualcuna?

Le aziende controllate dagli enti locali dovevano essere ridotte da 8000 a 1000. Invece non se ne è fatto quasi nulla. Su Panorama in edicola

La copertina del n. 14/2017 di Panorama

La copertina del n. 14/2017 di Panorama – Credits: Panorama

Le società partecipate da Stato, Regioni e Comuni sono migliaia. Piccole, in perdita, con attività assurde, a volte con bilanci introvabili, servono solo a garantire potere e compensi a manager e consiglieri di amministrazione. Mandarli a casa è un’impresa impossibile. Così buttiamo ogni anno centinaia di milioni di euro. Viaggio di Panorama nel mondo delle partecipate, tra capponi piemontesi e seggiovie toscane.. La storia di copertina di Panorama in edicola dal 23 marzo 2017

Tutti i numeri dell’avvocato del Giglio magico
Alberto Bianchi, stimato amministrativista e legale di fiducia dell’ex premier, è stato appena confermato nel cda Enel. Panorama ha indagato sulle cause affidate al legale dalla Consip. Scoprendo cifre ben superiori a quelle dichiarate dall’avvocato. Nei due anni di governo Renzi, Bianchi (nella foto con Elena Boschi) ha ottenuto incarichi per mezzo milione di euro: la gran parte durante la reggenza Marroni, attuale ad Consip. Ecco come il presidente della Fondazione Open, cassaforte del renzismo, dal 2014 al 2016 ha ricevuto più di 800 mila euro dalle due società controllate dal Ministero dell’Economia.

La (per)versione di Marco Prato
Un anno fa, il 3 marzo 2016 veniva ucciso con un centinaio di coltellate Luca Varani, 23 anni, dopo un festino a base di droga e alcol con Manuel Foffo e Marco Prato. Quest’ultimo parla in esclusiva con Panorama, a pochi giorni dall’inizio del processo, il prossimo 10 aprile. Raccontando la sua vita di ieri e l’incubo del carcere di oggi, dice: «Io non ucciso Luca. La verità è che non ho fermato Manuel. Invece di condannarmi, guardate dentro di voi».

Bollicine in guerra
Lo spumante dolce non piace più e, dopo l’approvazione del nuovo disciplinare da parte dei comitati tecnici, i produttori piemontesi preparano per l’estate il lancio dell’Asti secco. In Veneto, patria del Prosecco, si teme l’attacco a un mercato molto redditizio e in continua crescita. L’importante, dicono nel Nordest, è che a nessuno venga la tentazione di utilizzare nomi che evochino il nostro prodotto. Sarà così?

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