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Panorama: Matteo Renzi, il vecchio

Sul numero in edicola dal 12 settembre, la trasformazione di Matteo Renzi: voleva una sinistra moderna e liberal per eliminare la nomenclatura del Pd, ma pur di riprendersi il partito è diventato massimalista e ideologico. Così, quelli che erano da rottamare sono ora suoi alleati

La copertina del numero 39 di Panorama in edicola dal 12 settembre

Voleva una sinistra moderna e liberal, depurata dalle scorie ideologiche della precedente generazione politica che intendeva rottamare. Oggi, però, Matteo Renzi non sembra più quello che un anno fa contendeva la leadership del Partito democratico a Pier Luigi Bersani. Lo racconta «Panorama» nel servizio di copertina del numero in edicola da giovedì 12 settembre.  Così il sindaco di Firenze per prendersi il partito oggi e il governo domani ha sterzato decisamente a sinistra, è tornato a slogan stantii ripudiando l’idea di modernizzazione che rappresentava, ha imbarcato alcuni di quei vecchi leader che solo l’anno scorso voleva rottamare. Insomma da rottamatore qual era si è trasformato in riciclatore, riabbracciando anche quell' antiberlusconismo che non sembrava far parte del suo DNA.

Marilia è arrivata dal Brasile e non ha più voluto andarsene dall’Italia. È stata uccisa a Gambara dal padre del bimbo che portava in grembo. Paola Labriola, psichiatra di Bari che curava i pazienti con il cinema e il teatro, è stata uccisa da un paziente che credeva di salvare. «Panorama» racconta le vite (e le morti) parallele di due donne che sono morte in modo violento per aver voluto seguire il proprio sogno di vita. 

È la Chernobyl d’Oriente, un grande generatore di radiazioni a cielo aperto che a distanza di anni continua a inquinare il mare con tonnellate di acqua radioattiva. «Panorama» è ritornato a Fukushima  a due anni dalla tragedia nucleare che ha colpito quattro reattori della Tepco e con un reportage esclusivo racconta il viaggio tra le città e i campi abbandonati, i tentativi di bonifica dell’area, i fallimenti, la perseveranza di chi non vuole abbandonare i luoghi degli antenati e ricomincia a lavorare nonostante il pericolo mortale. Insomma, gli irriducibili giapponesi in lotta contro la logica e la paura. 

È sopravvissuto all’incidente del Nürburgring del 1976, quando le fiamme gli hanno sfigurato il volto. È tornato in Formula 1 in sole sei settimane dopo l’incidente. Ora un film celebra il suo duello con l’inglese James Hunt, quel duello in pista durato un’intera stagione e un campionato mondiale perso per una manciata di punti per non aver voluto scendere in pista perché troppo pericolosa. Oggi Niki Lauda racconta in una lunga intervista le sensazioni provate dopo quel terribile episodio, la rinuncia di ricorrere alla chirurgia estetica per ricostruire il volto devastato dal fuoco, la pista, le donne, la rivalità.

L'omosessualità vissuta ancora come vergogna, la reazione dei genitori, il silenzio di chi ama. Com’è cambiata l’omosessualità in Italia? Panorama lo ha chiesto ai primi genitori che hanno accettato la diversità dei propri figli. Le testimonianze delle famiglie, l’avversione degli amici e la tenerezza delle madri raccolte in un unico diario.

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