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Marina Berlusconi a Panorama: "L'estremismo giudiziario può uccidere il paese"

Nel numero in edicola dal 16 maggio il presidente di Mondadori commenta le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il padre Silvio Berlusconi 

La copertina del numero 22 di Panorama, in edicola dal 16 maggio

Prima la condanna a 4 anni di reclusione nel processo d’appello sui diritti Mediaset. Poi la richiesta di altri 6 anni di carcere, pronunciata dal pm Ilda Boccassini al processo sul «Rubygate». Mentre nella perenne battaglia fra politica e magistratura torna a salire la tensione, nel numero in edicola da giovedì 16 maggio Panorama ha intervistato Marina Berlusconi, figlia del quattro volte premier e 33 volte imputato. Che spiega come a condurre le danze sia «un gruppo non ampio di magistrati, a cominciare da una pattuglia di procure, che sono, quelle sì per davvero, procure ad personam».

Due anni fa aveva promesso di risanare Napoli, bonificare l’ex area industriale di Bagnoli, riportare alla legalità le periferie, come Scampia, liberare la città dalla spazzatura… Panorama ha scoperto ben altro: ha scoperto che Luigi De Magistris ha sprofondato un municipio in un falò di promesse. Viaggia in auto blu con sprezzo delle regole stradali, ha sostituito 8 assessori in un anno, ha reso le strade una gruviera e la lotta alla criminalità uno spot. L’epica di un ex pm trasformatosi in un Masaniello che ha illuso (e deluso) Napoli.

Dal 2008 accende le lampadine della burocrazia italiana. Ma vanta crediti con le amministrazioni pubbliche per 15 milioni di euro. Ha fornito e fornisce energia elettrica nelle basi militari, nelle carceri, negli stadi e nelle caserme dei carabinieri. Da anni lo Stato non lo paga  per mancanza di liquidità. Lui per protesta ha deciso di staccargli la spina (elettrica). Panorama racconta lo sciopero bianco di Corrado Nela, amministratore delegato della Exergia di Gallarate: l’uomo che lasciato al buio anche la polizia.

Infine, Panorama ha compiuto un viaggio nel suicidio assistito. Per farlo, ha parlato con Emilio Coveri, l’italiano che da anni si batte per dare un limite al dolore. Nel 1996 Coveri ha fondato a Torino l’associazione Exit Italia, che ha proprio lo scopo di dare informazioni sulle pratiche del «fine vita». Indica le mete a chi ha deciso di congedarsi dalla sofferenza, le pratiche, il prezzo  per morire, le richieste per la cosiddetta «dolce morte».

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