Panorama 13
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Il jobs act spietato di casa Renzi

Evans Omoigui, nigeriano licenziato dall'azienda di famiglia del Premier, non ha mai ricevuto il risarcimento che i giudici gli hanno riconosciuto

Genova, 9 febbraio 2013: Evans Omoigui, un nigeriano di 41 anni, sale su una gru del porto e minaccia di gettarsi nel vuoto. All’origine della sua disperata protesta il mancato pagamento di 90 mila euro da parte della società Arturo di Tiziano Renzi, padre di Matteo, in quel momento sindaco di Firenze. L’azienda di casa Renzi, che distribuisce giornali, nel 2011 è stata condannata a risarcire Omoigui perché licenziato illegittimamente, e anche perché sottopagato e privato ingiustamente dei suoi turni di riposo. Panorama in edicola da giovedì 26 marzo racconta per la prima volta la storia di questa ingiustizia, che è il paradossale contraltare del Jobs act da poco varato dal governo di Matteo Renzi.

A un mese dall’inaugurazione del 1°maggio, Panorama ha fatto un lungo viaggio nell’immenso cantiere dell’esposizione universale di Milano. Dove 6 mila operai sono ancora impegnati in una drammatica corsa contro il tempo per consegnare padiglioni e strutture entro il 30 aprile. Ce la faranno? I loro capi giurano di sì. Ma già oggi è certo che alcuni palazzi apriranno in ritardo. 

I capi di Ansar al Sharia, il gruppo jihadista sospettato dell’attentato del 18 marzo contro i turisti italiani, vivevano nel nostro Paese. Finiti in carcere, erano poi stati espulsi in Tunisia e alla fine liberati dalla primavera araba. Panorama in edicola ha ricostruito le loro storie, a cominciare dal «gruppo di Milano», fino agli ex detenuti di Guantanamo.

Un importante ciclo di affreschi del grande pittore bresciano Moretto era nella chiesa milanese di Santa Maria presso San Celso dal 1541. Nessuno però ci aveva mai fatto caso. Ora lo ha scoperto uno studente di storia dell’arte, Federico Giani. Che spulciando negli archivi della diocesi, per la sua tesi, si è imbattuto in un documento molto sospetto.

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