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Giorno 1: prime impressioni

Niccolò racconta l'arrivo a Porto: una gomma forata, la partita dell' Italia agli Europei e l'inizio di un'avventura

Porto, giorno 1

Porto, Niccolò scrive il diario della giornata (Cromazoo Studio)

“Il talento è solo la voglia di fare qualcosa. Tutto il resto è sudore, traspirazione, disciplina.”
Jacques Brel

Così ci ha salutato un’amica comune poco prima della nostra partenza.

E non ci ha messo nemmeno troppo a convincerci.
Sono passate poche settimane dal giorno in cui Giovanni ed io ci siamo decisi a raccontare a modo nostro una storia che aveva in se tutte le caratteristiche per potersi raccontare quasi da sola.

Il 9 giugno  2012 è la data del nostro arrivo a Porto. Piove all’uscita dell’aereo. E fa freddo. Per qualche ora sembra di essere avvolti da un qualunque novembre milanese.
Poi c’è quello che i viaggiatori più sensibili individuano come periodo finestra. Quello in cui hai bisogno di fare la stessa strada due volte. Va bene una strada qualsiasi. Basta che sia fatta due volte. Perché solo così hai la sensazione di avere cominciato il processo di ambientamento.

E non appena un indirizzo, fosse anche solo quello dell’albergo , diventa familiare, anche il cielo ha la generosità di aprirsi e di mostrarci Porto sotto la luce migliore per prendere confidenza con il paesaggio che ci farà compagnia per i prossimi giorni.

Forare una gomma in un parcheggio sul lungo mare non ha lo stesso sapore di avventura che bucarla su una provinciale in mezzo alla più desolata campagna, ma tant’è… il modo per cambiarla è lo stesso.  Uno lavora e  cinque guardano.
Ci pensa Andrea Amato a lavorare  Un amico giornalista che ha deciso di unirsi al gruppo last-second, diciamo.
Ha scritto un libro. Si chiama L’impero della cocaina. Ce lo racconterà con passione e trasporto. E’ il suo viaggio che si unisce al nostro.

Un punto di vista autorevole di un occhio che ha guardato una foglia di coca diventare  pretesto e motivo di arricchimenti illeciti, di guerre intestine nella giungla subtropicale, di collusione tra le mafie e il sistema. Andrea ha parlato di Pietro Grasso e Nicola Grattieri due magistrati in prima linea su questa battaglia, ha raccontato come la droga dal Sudamerica arriva in Europa  nelle maniere più insolite e stravaganti.

Come siano difficili i controlli e della disperata lotta contro un nemico silente e viscido che vive di ricatti e di economie distorte attorno all’oro bianco. Andrea Amato ha frequentato lo stesso liceo milanese che ha visto sedere tra i banchi anche Giovanni.  I due si ritrovano dopo tanti anni. Non impiegano molto a ritrovare la complicità e le risate di due decenni fa.

La produzione dei Cromazoo nel frattempo prepara il planning per domani. Gioca l’Italia agli Europei contro la Spagna. Ci fermiamo giusto il tempo per bere una birra e aggiornarci sul sofferto uno pari.
Sto bene. Il gruppo mi piace. Non avevo dubbi in proposito.

Dobbiamo ancora prendere le misure sulle tempistiche dei ristoranti. Questa sera, a letto senza cena. In castigo per aver lavorato fino a tardi. Le cucine non perdonano. Alle undici puoi cominciare a  ingollare quanti ne vuoi di piccoli calici di Porto invecchiato dieci anni. Un piatto caldo, fatto, in giornata, almeno non dev’essere dato per scontato.
In verità nemmeno a prezzo di listino.

A domani.
Con #isoladelnaufragio. Le prime interviste dei protagonisti.

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