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Il cinema di Federico Fellini

A 20 anni dalla sua scomparsa, il regista è ancora un peso massimo nella nostra cultura perché ha scolpito il nostro immaginario. Dal 17 ottobre i suoi film in edicola con Panorama

Anita Ekberg e Marcello Mastroianni in "La dolce vita" (Credits: Mondadori Portfolio)

Sono passati vent’anni dalla sua scomparsa e altrettanti dall’Oscar alla carriera, il quinto, coronamento di uno straordinario genio riconosciuto in tutto il mondo. Eppure la vitale giovinezza di Federico Fellini è ancora palpabile. I suoi film, capolavori assoluti, hanno creato un immaginario che è ancora oggi una parte di noi, diventando sinonimo della nostra cultura. Non solo perché fonte di innumerevoli altri artisti, ma anche perché i titoli delle sue opere vengono scanditi in italiano, non tradotti, in qualsiasi parte del mondo.

Ecco dunque che Panorama inaugura dal 17 ottobre una collana di nove dvd con i più grandi film del maestro: La dolce vitaAmarcord, I vitelloni, Il Casanova di Federico Fellini, Giulietta degli spiriti, Satyricon, Roma, Lo sceicco bianco, Ginger e Fred.

Capolavori che sono ormai parte dell’italiano corrente: da amarcord a vitelloni, Fellini ha creato una vocabolario con cui articoliamo il nostro linguaggio. Le immagini che è riuscito con qualche strana alchimia a mettere sullo schermo sono universali, hanno saputo lasciarsi dietro le coordinate del tempo e dello spazio. Basti pensare alla raffigurazione della donna, gaudente, procace e allo stesso tempo misteriosa. Ma anche l’indimenticabile (e verissima) caricatura del maschio italiano godereccio e piacione, una tenera canaglia che non sai bene se odiare o amare... appunto un vitellone.

E poi la descrizione, sublime, della decadenza morale negli anni del benessere economico; così come l’ipocrisia piccoloborghese del mondo dell’avanspettacolo raccontato nella sua parabola discendente. Fellini ha saputo creare un circo più reale della realtà. Sino a diventare egli stesso parte di quella grammatica che man mano dettava sullo schermo grazie all’aggettivo «felliniano». Il regista, con ironia, durante un’intervista commentava così: «Avevo sempre sognato, da grande, di fare l’aggettivo. Ne sono lunsingato. Cosa intendano gli americani con felliniano posso immaginarlo: opulento, stravagante, onirico, bizzarro, nevrotico, fregnacciaro. Ecco, fregnacciaro è il termine giusto».

Fellini si è imposto nella storia del cinema grazie a questa sua leggerezza, quel tratto che gli ha permesso di sapere immaginare la realtà piuttosto che raccontarla e basta. Il caleidoscopio di immagini che ha creato e fatto danzare fra loro è la sua peculiare grandezza: una narrazione digressiva, un dinamismo della camera da presa che, piuttosto che indugiare sugli attori, segue i loro sguardi, si perde veloce, come in un’estasi onirica da proiettare sullo schermo.

Quanto poi alle spiegazioni, alle dotte interpretazioni che in molti hanno voluto tentare, non resta che ricordare quanto diceva lo stesso Fellini: «Non faccio un film per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno. Che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato».

La dolce vita, il primo dvd della collana è in edicola con Panorama dal 17 ottobre a 12,90 euro. 

Il piano dell'opera
Ogni settimana in edicola «Il Cinema di Federico Fellini»

17 ottobre 2013 - La dolce vita
24 ottobre 2013 - Amarcord
31 ottobre 2013  - I vitelloni
7 novembre 2013 - Il Casanova di Federico Fellini
14 novembre 2013 - Giulietta degli spiriti
21 novembre 2013 - Satyricon
28 novembre 2013 - 8 1/2
5 dicembre 2013 - Roma
12 dicembre 2013 - Lo sceicco bianco
19 dicembre 2013 - Ginger e Fred
3 gennaio 2014 - La città delle donne

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