Un festival gastronomico diverso da tutti gli schemi consueti: niente cucine super attrezzate, niente riflettori e televisioni. Solo il fuoco, la terra, gli chef e i produttori, in una delle zone più incantevoli e meno conosciute dal turismo di massa della Sicilia: il paese di Buccheri, sui monti Iblei. L'idea di Fuoco! Food Festival è stata della giovane associazione Siciliamore (come "Sicilia-amore" ma anche "Più Sicilia" in lingua inglese" spiega il presidente, Luigi Larocca).

Larocca e soci hanno scommesso sul fatto che, creando un momento di incontro tra chef di alto livello provenienti da diverse parti d'Italia e produttori locali, in un territorio ricchissimo di eccellenze gastronomiche, si sarebbe creato un circuito virtuoso di scambio reciproco. Uno scambio d'altri tempi, intorno al fuoco come simbolo primario di unione e condivisione.

L'idea, a quanto pare, ha funzionato e gli chef hanno aderito con entusiasmo.

Così  si sono ritrovati, un sabato mattina, a cucinare armati soltanto di braci, griglie e pochissimo altro, al centro della valle celebre per la produzione dell'olio extravergine di tonda iblea.

Roberto Di Pinto, chef dell'hotel Bulgari, e Giuseppe Zen, patron del ristorante "Mangiari di Strada" sono arrivati da Milano. Emiliano Lopez, argentino appassionato di asado e piatti tradizionali, chef del "Big Al" di Roma, ha proposto una cottura tradizionale sottoterra. Lo chef stellato siciliano Ciccio Sultano ha lasciato il suo risporante "Duomo" di Ragusa Ibla per non far  mancare il suo contributo. E dalla Sicilia c'erano anche Giovanni Santoro, una stella Michelin allo "Shalai Resort" di Linguaglossa, sull'Etna e Virgilio Valenti, del resort "Borgo Alveria". Giacomo Nogara  è arrivato da Lecco, per preparare un piatto gourmet psenza nessuna attrezzatura. Simone Masuzzo, originario di Palazzolo Acreide, pasticcere che lavora a Milano, ha preparato i dolci per tutti. Jeanmarc Vezzoli, del panificio Longoni di Carate Brianza, specialista nei panettoni e nel pane con grani antichi, e Vincenzo Tiri due volte miglior panettone di Italia, si sono misurati nella realizzazione del pane per il festival, con i grani antichi. Su tutti ha vigilato, con l'occhio bonario di chi gioca in casa, Sebastiano Formica, chef della trattoria chiocciola Slow Food U'Locale, di Buccheri.

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