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Attraverso le immagini dell'archivio storico di Mondadori Portfolio , vi proponiamo un viaggio a ritroso nel tempo, a ricordare il terremoto che nel 1968 sconvolse 14 centri della Valle siciliana del Belice, causando la morte di 296 persone e il ferimento di circa un migliaio. Fu il primo evento sismico dalle tragiche conseguenze a scuotere l'Italia repubblicana e sarebbe rimasto uno dei più funesti, per numero di vittime, dopo quelli dell'Irpinia nel 1980, del Friuli nel 1976 e dell'Aquila nel 2009.  

Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, la Valle del Belice, comprendente una vasta porzione della Sicilia occidentale - nelle province di Palermo, Trapani ed Agrigento - fu sconvolta da un sisma di magnitudo 6.1, con epicentro tra le località di Gibellina, Salaparuta e Poggioreale, portando morte e distruzione in territori che per lo più, all’epoca, non erano classificati come sismici.

Dopo le prime scosse, che non avevano causato crolli, molti abitanti dell'area, presi dal panico, decisero di dormire all’aperto o in macchina. Una precauzione che avrebbe salvato la vita a molti dei valligiani quando, alle 3.00 di notte, l'area fu devastata da una scossa violentissima. Oltre alle perdite in termini di vite umane, subì danni irreparabili circa il 90% del patrimonio edilizio rurale, in un'area la cui economia si basava pressoché esclusivamente sull'agricoltura. Una tragedia raccontata dal documentario Belìce 68, terre in moto realizzato nel 2008 dal regista Salvo Cuccia, in occasione del 40° anniversario del sisma, che racconta anche le inadempienze e i ritardi della ricostruzione e gli scandali che ne seguirono.

Nelle immagini di questa fotogallery vediamo la situazione dell'area sia nei giorni immediatamente successivi al sisma (nelle foto di Giorgio Lotti e Sergio Del Grande), sia a 9 anni anni di distanza dal terribile evento (nelle foto di Alberto Roveri e Vittoriano Rastelli), quando i sopravvissuti vivevano ancora tra le baracche allestite per dar loro ospitalità temporanea.

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