Nel ventennale della fine dell’Unione Sovietica, la Biennale VideoFotografiaContemporanea di Alessandria presenta la mostra personale di Pierpaolo Koss dal titolo The Moscow Time, un’analisi delle utopie e delle innovazioni che hanno radicalmente cambiato l’aspetto e la storia di una nazione.  


La mostra, a cura di Sabrina Raffaghello e Ivan Quaroni, da un lato elabora l’idea progettuale del tempo e della percezione della memoria individuale e collettiva e, dall’altro, disegna una sorta di geografia emozionale attraverso video (in alcuni casi rielaborazioni di filmati propagandistici del Cremlino), video-installazioni, installazioni scultoree, fotografie e frame da video che uniscono i simboli della tradizione russa (dal Mausoleo di Lenin alle icone, passando per le bandiere nazionali) a segnali di rinnovamento (per esempio, nell’architettura urbana).


Koss esprime l’idea di un tempo in cui il potere intreccia consapevolmente nostalgie imperiali, nazionalismo sovietico, suggestioni della religione ortodossa da grande madre Russia, dirigismo e autoritarismo statale, che riesumano i valori chiave della fierezza russa. Il tutto in una città, Mosca, che diventa il palcoscenico in cui tale architettura ideologica si concretizza.


The Moscow Time inaugura venerdì 11 Gennaio alle 18 a Palazzo del Monferrato e si potrà visitare, con ingresso libero, fino al 28 febbraio 2013. Il catalogo della mostra è pubblicato dalle edizioni gli Alberi.


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PierPaolo Koss (Valledoria, 1959) lavora in Russia da diversi anni, esponendo nelle realtà culturali più importanti ed innovative: il Puškin, La Biennale di Fotografia di Mosca, lo State Art Museum di Novosibirsky, l’Art Center Pushkinskaya, San Pietroburgo, la MARS Gallery Moscow, il  Moscow Museum of Modern Art, il Gazgolder di Mosca, il circolo più esclusivo e sperimentale.


Il suo lavoro si concretizza seguendo la linea di un percorso installativo di video e fotografia, con  l’uso di vere e proprie sculture nate da oggetti raccolti nel corso di un ventennio, memorabilia di una storia culturale e sociale complessa ed articolata. Artista visivo e performer dal 1978 opera su diversi piani espressivi (performance, fotografia, video, installazione) senza perdere un'essenziale unità poetica che gravita sul rapporto tra il sé e l'altro, elaborato e smascherato nelle sue aperte contraddizioni, tra realtà e apparenza, artificio e natura.

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