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La Camera dei Rappresentanti del Paraguay ha approvato ieri, 26 settembre, la proposta di legge che depenalizza l'interruzione di gravidanza entro la 12esima settimana dal concepimento, modificando la norma vigente in materia, risalente al 1938, che punisce con la reclusione la donna che vi ricorre (dai 3 ai 9 mesi), chi la pratica (dai 6 ai 24 mesi) e chi la esegue senza il consenso della donna (dai 2 agli 8 anni). Il termine delle 12 settimane non rileva in caso di stupro, rischi per la salute o la vita della donna o gravi malformazioni del feto. Tutti gli ospedali, sia pubblici sia privati, dovranno eseguire l'interruzione di gravidanza in forma gratuita, dopo l'approvazione del medico curante e un colloquio della donna con ginecologi, psicologi e assistenti sociali.


50 deputati hanno votato a favore, 49 si sono espressi contro. La legge attende ora l'approvazione definitiva del Senato e la ratifica del presidente José Mujica. Secondo i dati forniti dalle autorità, nonostante la punibilità attuale, sono oltre 30.000 gli aborti clandestini praticati ogni anno nel Paese, mentre potrebbero essere almeno il doppio secondo le ONG. In caso di approvazione definitiva della legge, l’Uruguay sarà il primo Paese sudamericano a legalizzare l'aborto.


In queste foto, le femministe del Movimiento Mujer y Salud (Movimento donna e salute) durante la manifestazione organizzata fuori dal Parlamento a sostegno della legge, per rivendicare il loro diritto di scelta.

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