Anche se in Turchia nessuna legge criminalizza le persone transessuali, la loro comunità deve affrontare una vita quotidiana fatta di molte difficoltà e discriminazioni. Secondo le associazioni LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) turche, dal 2002 si sono contati nel Paese 70 assassinii di persone trans: la Turchia occupa, con l'Italia, uno dei primi posti nella triste classifica delle violenze ai loro danni a livello europeo. Una legge contro i crimini d'odio varata nel dicembre scorso non prevede reale tutela dalla violenza omo e transfobica. 

 

La comunità transessuale però non si arrende e continua a rivendicare il diritto all'esistenza nelle società turca. Dal 23 al 29 giugno, nei giorni dell'anniversario della rivolta di Stonewall , anche in Turchia si stanno svolgendo numerose iniziative a difesa dei diritti della minoranza LGBT. Domenica scorsa si è tenuta in città la marcia dell'orgoglio trans , anzitutto per denunciare le violenze subite dalle persone transessuali, in particolare da quelle che lavorano nel mercato del sesso, spesso senza alternative per l'impossibilità di trovare un impiego diverso.

 

Alla vigilia della marcia, giunta alla quinta edizione, la città ha ospitato anche il primo concorso di bellezza per transessuali turche. Le tredici concorrenti hanno sfilato in bikini e si sono poi esibite in uno spettacolo, davanti un pubblico di circa 500 persone dai vari orientamenti e identità sessuali e a una giuria di otto "transessuali veterani", che hanno incoronato reginetta di bellezza Yanki Bayramoglu. Con questi suoi scatti, il fotografo Sedat Suna ci racconta l'atmosfera febbrile, competitiva e appassionata dei preparativi dietro le quinte e delle performance sul palcoscenico di questo piccolo momento di visibilità gioiosa, contro la paura e i pregiudizi.

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