Nel 2014 ricorre il ventennale del genocidio in Ruanda. Il governo politico, che si è sostituito al precedente responsabile di quei tragici eventi, amministra dal 1994 il Paese, promuovendo una forte politica di riconciliazione che mira a creare "il nuovo Ruanda", ma il ricordo del genocidio è naturalmente ancora molto vivo nella memoria collettiva del popolo ruandese. Per questa ragione Giordano Cossu, giornalista e documentarista, ha attraversato il Paese tra agosto e dicembre 2013, in compagnia del fotografo e pittore francese Arno Lafontaine, per incontrare e dialogare con decine di ruandesi del mondo rurale, nel tentativo di dare voce a quella memoria e portare alla nostra attenzione la vita di oggi in Ruanda in modo vero, intenso, privo di pregiudizi. 

 

Lafontaine, usando solamente un dispositivo ottico dotato di obiettivo Aero Ektar del 1937 e alcuni rullini di delicate e introvabili pellicole istantanee, ha ritratto le persone che hanno voluto farsi intervistare; due scatti per ognuno: uno da donare al soggetto ritratto, l’altro per entrare a far parte dello straordinario portfolio che compone la mostra. Un concetto fotografico, quello del "One for you, one for me" applicato in Ruanda, sviluppato nel corso di un lungo viaggio attraverso l’Asia, sua grande passione. Ogni foto è unica e costituisce è un ponte privilegiato per rompere le barriere culturali e gettare semi di reciproca conoscenza e riconoscimento. 

 

Le storie che Cossu e Lafontaine hanno collezionato nel loro progetto cross-mediale - che, oltre alla mostra fotografica, comprende un web-documentario e un documentario TV, in concorso al Grand Prix Italia 2014 - sono un prezioso insieme di interviste e immagini che ci restituiscono la situazione di un Paese complicato avvicinandoci, attraverso le parole e l'immagine di sé che gli intervistati hanno voluto dare. Il ritratto di un popolo che ha lottato e continua a lottare per ricostruire la propria vita e un'identità nazionale e che non merita di essere "inchiodato" ai giorni di quel devastante genocidio che 20 anni orsono lo portò alla ribalta mediatica.

 

La mostra fotografica corredata dalle indicazioni dell'ideatore, e il documentario, supportato da La Stampa, sono presentati a Torino dall'associazione culturale Il Caffè dei Giornalisti , "luogo di incontro per raccogliere, confrontare e promuovere esperienze di giornalisti in Italia e nel mondo, con particolare attenzione a chi persegue l'obiettivo di un'informazione libera e plurale, specialmente in contesti ostili e svantaggiati", che con questa iniziativa riapre la sua stagione di incontri. 

 

RUANDA 20 anni dopo, ritratti del cambiamento

25 settembre - 8 ottobre 2014

Palazzo Saluzzo Paesana - Via della Consolata 1 bis, Torino

Inaugurazione 24 settembre ore 18

Ingresso libero

 

VEDI anche la gallery 20 anni dopo, il ricordo del genocidio in Ruanda

 
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