Sono stati annunciati ieri i nomi dei vincitori del Premio Pulitzer 2017, assegnato ogni anno dalla Columbia University di New York in 21 diverse categorie. Oltre al giornalismo scritto, la giuria assegna il prestigioso riconoscimento alla fotografia, alle vignette, alla letteratura e alla musica.

I fotoreporter premiati

Nella categoria Feature Photography, il premio è stato assegnato a E. Jason Wambsgans del Chicago Tribune per un reportage dedicato a un bambino di nome Tavon Tanner, oggi 11enne, ferito durante una sparatoria l'8 agosto del 2016, mentre si trovava con la sorella gemella e con la madre sulla veranda della loro casa, in West Polk Street a Chicago. Un proiettile gli ha lacerato pancreas, stomaco, milza, un rene e il polmone sinistro, per poi fermarsi appena sotto la spalla. Le immagini raccontano il delicato intervento chirurgico a cui è stato sottoposto per la rimozione del proiettile presso il Lurie Children's Hospital, e il suo lungo percorso per ritornare a una vita normale. Tavonn è uno dei 24 bambini di età inferiore ai 12 anni rimasti vittime dell'ondata di scontri a fuoco, per lo più collegati alla violenza tra gang criminali, che hanno insanguinato la città.

Nella categoria Breaking News Photography il premiato è il fotografo freelance Daniel Berehulak, per un reportage pubblicato da The New York Times "che mostra il cinico disprezzo per la vita umana nelle Filippine", dove il governo del presidente Rodrigo Duterte sta portando avanti una guerra alla droga senza quartiere, contro trafficanti e consumatori. Con questo lavoro Berehulak ha vinto anche il World Press Photo (1° premio nella nella categoria General News, storie). Il quotidiano newyorkese ha vinto altri due premi: per il miglior reportage internazionale e per il miglior reportage giornalistico.

Gli altri premi

Giunto alla 101esima edizione, il premio venne creato dal magnate della stampa Joseph Pulitzer che alla morte lasciò unica erede la Columbia University. Ciascun premiato riceve una somma in denaro di 15mila dollari.

Tra gli altri vincitori del premio Pulitzer 2017 spicca il nome di David A. Fahrenthold del Washington Post, premiato per una serie di articoli scritti nel 2016 in cui fece le pulci e mise in dubbio le donazioni a enti di beneficenza che sosteneva di aver fatto l'allora candidato repubblicano alla presidenza, Donald Trump.

Per il miglior servizio pubblico, il premio è andato al New York Daily e al sito web ProPublica, che hanno unito le forze per denunciare gli abusi della polizia di New York.

Tra i premiati c'è anche l'International Consortium of Investigative Journalism, di cui per l'Italia fa parte il settimanale L'Espresso. Sono oltre 300 i reporter di 6 continenti premiati per il lavoro di analisi che ha portato alla scoperta dello scandalo denominato Panama Papers, le carte dello studio panamese Mossack-Fonseca che aveva creato conti in paradisi fiscali per centinaia di clienti vip di tutto il mondo, tra cui alcuni italiani. Una talpa nello studio legale, mai identificata, passò il file contenente decine di migliaia di pagine al tedesco Süddeutsche Zeitung, che per accelerare i tempi di verifica suddivise il materiale con le testate che fanno parte del Icij.

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