Fotografo sensibile e autentico, sempre sul campo nei conflitti più importanti degli anni ‘70 e ‘80, in Italia e all’estero, il fotografo Gian Butturini è stato recentemente riscoperto a livello internazionale da Martin Parr, che lo ha incluso nella sua mostra londinese “Strange and Familiar” (2016) come unico italiano presente insieme a Henry Cartier-Bresson, Paul Strand, Robert Franck e Garry Winogrand.

Ora, nella mostra milanese, “Gian Butturini. People and Borders” l'interprete bresciano dell'immagine ripercorre il suo lungo viaggio fotografico ai confini del mondo, alla ricerca del senso dell’uomo e della sua umanità. Un confine geografico, ma soprattutto culturale e mentale, che l'artista ha fatto suo immedesimandosi nella condizione degli ultimi.

Oltre sessanta le opere in mostra - inquadrature magistrali di una purezza e suggestione rara - tra cui diciotto rarissime "vintage print" firmate dall’autore e mai esposte prima: dalle immagini del progetto “London” (1969), al conflitto nell’Ulster (1971), fino al viaggio a Cuba con Fidel Castro (1971), al Cile di Allende (1973) e Pinochet (1987), al Portogallo dopo la rivoluzione dei Garofani (1975), al Fronte Polisario nel Sahara occidentale (1982), insieme all’importante capitolo dedicato all’antipsichiatria di Basaglia (1975) e ai movimenti operai con gli scioperi dei metalmeccanici (1973).

L'esposizione, curata da Alessandra Klimciuk e realizzata dalla Fondazione Stelline con la collaborazione dell’Associazione Gian Butturini e il contributo di Heillandi Gallery di Lugano, con il patrocinio della Regione Lombardia e Comune di Milano, vuole segnare solo l’inizio di una nuova ricerca approfondita sulla sconfinata produzione di Gian Butturini. 

GIAN BUTTURINI. PEOPLE AND BORDERS
Fino all'11 giugno 2017

Fondazione Stelline
C.so Magenta, 61 - Milano -

Martedì - domenica | 10-20 (chiuso lunedì e a Pasqua)
Aperto: lunedì 17.04.2017, 14 - 20
La biglietteria chiude un'ora prima

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