Genovese doc, attratto dalla vita salesiana, inizio' il noviziato nel '48. Definito "anarchico e comunista", per la sua chiara collocazione politica divenne ben presto un punto di riferimento per molti militanti di sinistra, cristiani e non. La predicazione di Don Gallo irritava una parte di fedeli e preoccupava i teologi della Curia, perché, si diceva, i suoi contenuti "non erano religiosi ma politici, non cristiani ma comunisti". Per questo, dalla stessa Curia, fu messo all'angolo. Prete dei poveri, dei diseredati, degli emarginati, dei tossicodipendenti, fu amato soprattutto dalla "gente che non conta" E a lui questo bastava. 

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