In Thailandia gli insetti si mangiano da secoli ma, negli anni più recenti, dalle foreste sono arrivati nelle aziende agricole. Sono circa 20.000, infatti, gli agricoltori che nel nord-est del Paese si dedicano all'allevamento di insetti commestibili, un'attività ormai relativamente ben consolidata nel Paese. Negli ultimi 15 anni la Thailandia, leader del settore nella regione, ha "prodotto" ogni anno una media 7.500 tonnellate di insetti: principalmente grilli, punteruoli rossi della palma e bruchi del bambù. Questi insetti stanno diventando uno spuntino popolare in luoghi turistici come Khao Sarn Road, luogo frequentato dai viaggiatori a Bangkok, dove generalmente vengono venduti lungo la strada insieme ad altre "prelibatezze" come i water bugs (degli insetti acquatici) i e i bachi da seta. Il più popolare metodo di cottura dei grilli è la frittura nell'olio: serviti cosparsi di scaglie di citronella e peperoncino, hanno un sapore che ricorda i gamberi fritti.

 

Nel decennio passato, la FAO (L'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) ha promosso l'uso degli insetti come fonte alternativa di cibo sia per le persone, sia per il bestiame. L'allevamento degli insetti, oltre ad avere un minor impatto sull'ambiente rispetto a quello di molte altre fonti di proteine animali, offre un prodotto fondamentale per una buona dieta, considerato che, secondo gli esperti gli insetti sono ricchi anche di minerali e vitamine. Per poter soddisfare le esigenze alimentari a livello mondiale, entro il 2050 la loro produzione per uso alimentare dovrebbe aumentare del 60 per cento rispetto ai livelli attuali. 

 

Nelle foto di Narong Sangnak, ecco un piccolo viaggio dagli stabilimenti di allevamento delle province thailandesi di Mahasarakham e Khonkaen alle bancarelle lungo le strade di Bangokok.

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